Alex Meret (Ansa)
Alex Meret (Ansa)

Napoli, 19 settembre 2021 - Per una volta la Dea Bendata non ha voltato totalmente le spalle ad Alex Meret, che a meno di un mese dalla frattura alla vertebra rimediata nella vittoriosa trasferta di Genova (ma poi rilevata nel ritiro della Nazionale a Coverciano) torna tra i convocati e non lo fa in una partita come le altre: per lui e per l'intero Napoli all'orizzonte c'è l'insidiosa Udinese di Luca Gotti.

Trappola friulana

 Guai a pensare a una squadra troppo indebolita dalla partenza di Rodrigo De Paul: il talentuoso fantasista argentino non c'è più ma, in compenso, c'è ancora una formazione molto ostica da affrontare in particolare per gli azzurri. Emblematica è la sfida della Dacia Arena della scorsa stagione, risolta da un'incornata all'ultimo respiro di Tiémoué Bakayoko, non proprio un bomber di professione. Una vittoria, quella di gennaio, che per certi versi ricorda molto quella del Ferraris costata cara a Meret, il cui calvario stavolta, dopo tante sventure, è durato meno del previsto. Certo, da qui a dare all'ex di turno i guantoni da titolare ce ne passa: davanti nelle gerarchie, ancora una volta, ora c'è l'affidabilissimo David Ospina. E poi? Lo spauracchio di un'altra retrocessione al ruolo di riserva per Meret c'è, eccome, ma solo per meriti del colombiano, il classico portiere forse non bellissimo da vedere per quanto riguarda lo stile ma sempre efficace specialmente nelle vesti di leader del reparto difensivo. Di questa solita staffetta se ne parlerà più avanti: la priorità del Napoli ora è continuare la propria marcia vincente in campionato superando senza troppi problemi la trappola Udinese.

Panchina benedetta

 Un'arma a disposizione di Luciano Spalletti è la panchina: proprio quella panchina che, ai nastri di partenza della stagione, a detta di molti beninformati doveva essere il punto debole degli azzurri. Invece, il regolamento che prevede in via eccezionale le 5 sostituzioni e le scelte, più o meno volute, della società hanno consegnato al tecnico toscano un'ampia gamma di giocatori in particolare per quanto riguarda il reparto avanzato. Due nomi su tutti: Adam Ounas e Andrea Petagna, tanto per restare in tema di Genova. Proprio la città che curiosamente avrebbe dovuto riaccogliere l'ex Spal. Il resto è storia nota: il gol, il veto di Spalletti e il telefono di Aurelio De Laurentiis spento nell'ultimo giorno di mercato. Una storia che finora sta facendo le fortune di un Napoli che domani sarà chiamato a superare l'ennesimo esame di maturità a Udine: con un Meret in più.

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