Rino Gattuso e Lorenzo Insigne (Ansa)
Rino Gattuso e Lorenzo Insigne (Ansa)

Napoli, 6 luglio 2020 - Da -14 a zero: non si tratta di un'improvvisa escursione termica ma dei punti che separavano Napoli e Roma appena 10 giornate di campionato fa. La crescita esponenziale degli azzurri, assecondata dal contemporaneo declino dei giallorossi, ha appianato rapidamente il gap, con l'aggancio avvenuto ieri sera al San Paolo sotto gli occhi di un soddisfatto Gennaro Gattuso.

Prima ancora che con riguardo a una classifica che ha ormai ben poco da dire per i partenopei, il tecnico calabrese è stato accontentato sulla richiesta principale fatta alla sua squadra nel dopopartita di Bergamo: non mollare e non fare brutte figure. Nessuna delle due ipotesi sembra essere stata contemplata dal Napoli che, prima con Callejon e poi con Insigne, ha domato una Roma momentaneamente illusa da Mkhitaryan: per lo spagnolo è il quarto gol in campionato, mentre il capitano ha rotto con un'autentica gemma un digiuno che, complice lo stop per la pandemia, durava dal 21 febbraio. Il numero 24 si conferma una bestia nera per la Roma, visto che negli ultimi 6 incroci con i giallorossi ha preso parte a ben 5 azioni vincenti (3 reti e 2 assist), mentre il 7 appare rinato nonostante un trasloco da fare a fine agosto dopo ben 7 anni all'ombra del Vesuvio: sarà merito dei baffi magici o forse della cura Gattuso, che sta funzionando anche sul resto di una rosa sempre più partecipe dei successi a raffica che hanno portato il Napoli dalla pericolosa vicinanza con la zona retrocessione al sesto posto con gli stessi punti raccolti dalla Roma quinta. Questione di differenza reti e di dettagli, come può essere la traversa colpita da Milik nel primo tempo che porta il bottino stagionale dei legni centrati dagli azzurri a 21: in Europa solo il Manchester City ha bisticciato di più con il bersaglio avversario.

Sfortuna, mira infelice e scarsa freddezza sottoporta sono gli ingredienti di questa maledizione che sta colpendo i partenopei che, grazie a una situazione in campionato già definita, hanno tutto il tempo di lavorare per limare gli ultimi difetti rimasti a una compagine rigenerata dalla cura Gattuso. Chi ne ha beneficiato di più è indubbiamente Insigne e non solo per la rete favolosa che ha deciso il match: il capitano è un altro giocatore rispetto a quello indolente dell'era Ancelotti e adesso è finalmente un leader a tutto campo, come ha dimostrato la diagonale in ripiegamento difensivo su Dzeko che ha evitato guai a quella che ora è a tutti gli effetti la sua squadra.