Kalidou Koulibaly (Ansa)
Kalidou Koulibaly (Ansa)

Napoli, 22 agosto 2020 - Prima vendere e poi comprare: l'imperativo di Aurelio De Laurentiis per l'imminente sessione di mercato è chiaro ed è dettato dall'attuale sovrabbondanza della rosa, oltre che dalla necessità di immettere liquidità nelle casse del Napoli.

L'assenza degli introiti per l'accesso alla prossima Champions pesa, anche se a indorare la pillola ci sono i 65,8 milioni incassati dal club partenopeo per la partecipazione all'edizione che si chiuderà domenica sera con la finale tra Paris Saint-Germain e Bayern Monaco. La pioggia di denari sarà decisamente più parca per l'avventura in Europa League che comunque, qualora fosse affrontata con la mentalità giusta, potrebbe riservare grandi soddisfazioni sul campo agli azzurri. A questo Gennaro Gattuso penserà a tempo debito: prima c'è da costruire una squadra che, a dirla tutta, attualmente necessita più di tagli che di innesti. Gli esempi arrivano da difesa e attacco, dove a oggi sono rispettivamente 5 e 5 gli elementi a disposizione dopo gli arrivi di Rrahmani, Osimhen e Petagna ai quali non ha fatto da contraltare alcuna cessione se non lo svincolo di Callejon. Tanto per essere chiari, se la consegna delle liste fosse fissata per oggi, il Napoli sarebbe costretto a lasciare fuori fino a gennaio 3 giocatori: uno scenario insostenibile specialmente alla luce dei maxi stipendi di molte pedine del roster. Tuttavia, la volontà da sola non basta in una sessione di mercato più complicata delle altre per i motivi sotto gli occhi di tutti: l'emblema è il caso Milik, separato in casa e con appena un anno di contratto ma senza ad ora avere una nuova destinazione vicina.

Poi c'è la questione finanziaria che qualora si attivasse l'effetto domino tra i vari club potrebbe sorridere a De Laurentiis: il patron conta di incassare almeno 100 milioni dalle partenze di Koulibaly e Allan, che attualmente sono gli elementi più prossimi a salutare la compagnia complici gli abboccamenti già avanzati con altre squadre. Certo, notoriamente al presidente non manca l'ottimismo, ma in questo caso le valutazioni sembrano congrue alla realtà: il tutto senza contare il tesoretto che potrebbe arrivare dallo stesso Milik, che tuttavia pare destinato a essere utilizzato come pedina di scambio nell'affare Under con la Roma. Non è l'arma sul mercato preferita da De Laurentiis, ma per una volta si può fare uno strappo alla regola, specialmente se lo spauracchio da evitare è perdere a giugno 2021 il polacco senza alcun guadagno.