José Maria Callejon (Ansa)
José Maria Callejon (Ansa)

Napoli, 29 marzo 2020 - I venti d'addio già soffiavano forte e sicuramente la pausa forzata della stagione non aiuta in tal senso: è così che le strade di José Maria Callejon e del Napoli si stanno allontanando sempre di più.

LA CRISI DEL SETTIMO ANNO - Il tutto, va sottolineato, sta avvenendo in maniera fisiologica, nel segno della più classica crisi del settimo anno. E' infatti dal 2013 che lo spagnolo indossa la maglia azzurra, con la quale ha collezionato numeri importanti: 336 presenze, impreziosite da 80 reti e 77 assist. Statistiche che resterebbero congelate per sempre qualora il campionato non dovesse mai ripartire. Nel caso opposto, quello più auspicato dagli italiani innanzitutto perché denoterebbe un buon decorso dell'emergenza sanitaria, l'ex Real Madrid, tramite il suo agente Manuel Garcia Quilon, ha già dato la propria disponibilità a giocare anche a luglio, quando in teoria il contratto che lo lega con il club partenopeo sarebbe già scaduto. La decisione finale per consentire questa deroga ovviamente non spetta né a Callejon né al suo procuratore, ma intanto Aurelio De Laurentiis ascolta, prende nota e, perché no, lascia uno spiraglio aperto come già successo con Dries Mertens. Va detto che anche il fronte del rinnovo del belga vive attualmente una fase di stanca: colpa solo del Coronavirus e delle nuove priorità generali del mondo del calcio o anche e soprattutto di qualche tentazione proveniente da altri club? La risposta sembra pendere verso la seconda opzione, che riguarda decisamente meno Callejon, paradossalmente più fermo nel guardarsi attorno nonostante la volontà del Napoli sia ormai chiara: il numero 7, sebbene sia ben consapevole della situazione, resta in attesa in maniera più passiva, forse mosso dalla speranza di un clamoroso colpo di scena.

SPERANZA GATTUSO - L'appiglio per credere nella permanenza all'ombra del Vesuvio si chiama Gennaro Gattuso, il quarto allenatore incontrato dal classe '87 nella sua avventura campana. Sono lontani i tempi in cui l'ex Real era un tassello inamovibile in campo, ma pure il tecnico calabrese ne sta apprezzando le doti più preziose, tra le quali spicca la capacità di saper leggere alla perfezione le partite, riuscendo a coprire di conseguenza l'intera fascia a seconda della necessità. Certo, la carta d'identità cammina e, con essa, la voglia di Callejon di chiudere la carriera in Patria, ma chissà che questa folle (e lunga) stagione non possa riservare il colpo di coda chiamato rinnovo.