José Maria Callejon (Ansa)
José Maria Callejon (Ansa)

Napoli, 25 giugno 2020 - L'epilogo che non ti aspetti: l'esperienza a Napoli di José Maria Callejon è ai titoli di coda, al punto che quella contro la Spal potrebbe essere la sua ultima partita in azzurro. Uno scenario che sembrava essere stato scongiurato fino a qualche giorno fa: poi le riflessioni dell'ex Real Madrid sul suo ruolo ormai ai margini del progetto rischiano di anticipare un addio che si sarebbe comunque consumato quest'estate.

Il discorso rinnovo è stato infatti accantonato da tempo e nemmeno il lieto fine della vicenda Mertens lo ha riaperto. Eppure, a maggior ragione dopo le lacrime nella finale di Coppa Italia, nessuno avrebbe mai pensato a questa coda al veleno tra lo spagnolo taciturno e il club partenopeo. Qualcuno fa risalire le motivazioni alla recente panchina contro il Verona e la seguente consapevolezza di essere uscito dalle rotazioni, sorpassato adesso anche dal reietto Lozano, a sua volta tutt'altro che sicuro di restare pure l'anno prossimo nel capoluogo campano.

Più probabile che invece gli attriti abbiano radici più lontane e meno legate ai fatti del campo, notoriamente in continua evoluzione: l'impressione è che, al contrario di quanto successo a Mertens, la frattura con Aurelio De Laurentiis non si sia mai sanata. L'ultima ruggine tra i due risale alla recente pandemia: il calcio, come tutto il resto, si è fermato e, con esso, anche l'erogazione degli stipendi nelle casse dei giocatori. Qualche società ha trovato degli accordi generali, mentre qualcun'altra sta gestendo la situazione in maniera diversa. E' il caso del Napoli, nel quale per giunta di pendente c'è ancora la questione multe, che forse verrà sanata sull'onda lunga del successo in Coppa Italia. Insomma, vissero tutti felici e contenti ma non Callejon che, tramite il suo agente Manuel Garcia Quilon, ha chiesto a De Laurentiis un compenso economico supplementare per il prolungamento della stagione. La risposta del patron è stata un secco no che che ogni probabilità sancirà l'addio anticipato dello spagnolo.

Dal Bologna alla Spal: nell'ormai lontano agosto 2013 l'esterno aveva esordito contro una squadra emiliana e rischia di salutare contro una formazione della medesima regione. Gli indizi dell'imminente separazione non mancano: silenzi, musi lunghi e quei baffi che richiamano al più classico dei cambi look prima di un divorzio. E interrompere di colpo una relazione lunga 7 anni non può essere definito in altro modo: divorzio e pure di quelli più sanguinosi.