Napoli, 11 settembre 2018 - Il gol alla prima di campionato contro la Lazio sembrava il presagio di una stagione in discesa per Lorenzo Insigne, che invece sta vivendo delle settimane piuttosto turbolente sia sul fronte Napoli che su quello Nazionale.

CADUTE LE ATTENUANTI - Cominciando da questo aspetto - che tra l'altro è un tasto dolente per quasi tutti i protagonisti del nuovo corso firmato Roberto Mancini - a parlare è la prova opaca del folletto di Frattamaggiore nella gara di esordio della Nations League contro la Polonia, che poi di fatto gli è costata l'esclusione nella trasferta di ieri dell'Italia in Portogallo. Sarebbe sgradevole e riduttivo buttare la croce su un solo giocatore in quello che è il momento più basso della storia della Nazionale azzurra, ma sicuramente dall'uomo con teoricamente più talento - suggellato dall'assegnazione del canonico numero 10 - è lecito aspettarsi molto di più che l'ordinaria amministrazione, svolta spesso tra l'altro senza neanche la giusta efficacia. Come se non bastasse, con l'avvento di Mancini e il passaggio al 4-3-3, sono cadute le già fragili attenuanti sul modulo precedentemente adottato da Gian Piero Ventura: contro la Polonia Insigne è rimasto fermo sulla sinistra, senza mai tentare una giocata degna di tale nome fino al 72', momento nel quale è stato sostituito da Federico Chiesa per quello che a molti è sembrato un vero e proprio passaggio di testimone. E non è detto che questa per l'esterno del Napoli sia una cattiva notizia.

L'OMBRA DI RAIOLA - Insigne infatti si sta confermando un giocatore che soffre le pressioni, logica conseguenza delle aspettative. Il discorso non riguarda solo il suo cammino con la casacca azzurra dell'Italia. Il colore è lo stesso, ma i tormenti del numero 24 continuano in Campania, dove negli occhi di tutti c'è ancora la clamorosa bocciatura del Ferraris che potrebbe riaprire una vecchia crepa nella quale negli ultimi anni ha provato a inserirsi a varie riprese Mino Raiola. Il potente procuratore di Nocera Inferiore nei mesi passati ha accolto Insigne nella sua scuderia e lo ha fatto nel suo stile, senza risparmiare frecciate e minacce di addii qualora il talento del suo assistito - il cui contratto scadrà nel 2022 - non venga apprezzato a dovere a Napoli, città che a detta dell'agente ama il folletto di Frattamaggiore a giorni alterni. Con la fine dell'inamovibilità in campo del numero 24 varata da Carlo Ancelotti a Genova la situazione non sembra poter migliorare. Anzi.