13 dic 2021

Napoli, da tutto a niente: il vento è ormai cambiato

Agli azzurri, tra infortuni, legni e malasorte, non riesce più nulla: sono lontani i tempi del bizzarro successo sulla Juventus

giusy anna maria d'alessio
Sport
Napoli-Empoli, la delusione di Insigne (Ansa)
Napoli-Empoli, la delusione di Insigne (Ansa)

Napoli, 13 dicembre 2021 - Dal Napoli bello, bravo e fortunato della primissima parte di stagione a quello attuale, che appare brutto, disattento e poco aiutato dalla buona sorte: all'indomani della sconfitta contro l'Empoli, la seconda di fila dopo quella patita per mano dell'Atalanta, tra l'altro sempre al Maradona, tutti si interrogano su quale sia la vera natura di una squadra eccessiva in ogni suo picco e senza quelle famose vie di mezzo che avrebbero aiutato a gestire meglio la crisi.

Genesi di una crisi nera

Ormai non ci sono altre parole per definire questo momento vissuto dagli azzurri, testimoniato da diversi numeri. Si comincia da una statistica emblematica: delle ultime 6 partite di campionato i partenopei ne hanno vinta appena una, quella contro la Lazio che, col senno del poi, fu la serata dell'illusione dopo la frenata con il Verona e la sconfitta con l'Inter. In realtà i primi scricchiolii arrivarono nel derby con la Salernitana, quando la Cenerentola del torneo mise in seria difficoltà la capolista, quella sera aiutata anche da una bella dose di fortuna. Poi improvvisamente anche i famosi 'episodi' tanto cari agli allenatori hanno cominciato a voltare le spalle al Napoli, con la rete messa a segno da Cutrone ieri come valido esempio. Alla carrellata è possibile aggiungere la lunga sequela di infortuni che non accenna a fermarsi: gli ultimi ingressi in infermeria sono quelli di Zielinski ed Elmas, tanto per martoriare ulteriormente una mediana già ridotta all'osso. Infine i legni: un alleato che per la verità nelle ultime stagioni, pure nei momenti di buona, il Napoli raramente ha trovato. Possibile ridurre una crisi del genere a un semplice momento funestato dalla malasorte? Evidentemente no, altrimenti si finirebbe per dover fare il ragionamento opposto, ossia parlare di un Napoli troppo con il vento in poppa da agosto fino a ottobre.

I ritardatari sulla ruota di Napoli

Le criticità sono due: il (non) mercato estivo che di fatto ha consegnato a Luciano Spalletti una rosa in alcuni ruoli qualitativamente (e quantitativamente) troppo corta e una fase offensiva lontana dai tempi d'oro. Di lontano c'è pure l'ultima data in cui vari protagonisti hanno trovato la via del gol in campionato: Insigne ancora deve sbloccarsi su azione, Lozano marca visita dal 3 ottobre (giorno del match contro la Fiorentina) e Politano non esulta dall'11 settembre. Quel pomeriggio il Napoli ebbe la meglio sulla Juventus: chi si ricorda la modalità capirà bene quanto da allora la fortuna abbia girato le spalle agli azzurri.

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