Victor Osimhen (Ansa)
Victor Osimhen (Ansa)

Napoli, 8 ottobre 2021 - Koulibaly, Zambo Anguissa e Osimhen, ossia la spina dorsale del Napoli dominatore dell'inizio del campionato: un tesoretto preziosissimo che potrebbe prendere un'altra via a gennaio, quando andrà in scena quella Coppa d'Africa già al centro delle polemiche.

Le ipotesi

Dove ci sono polemiche, si sa, c'è spesso in prima linea Aurelio De Laurentiis, che sta cercando uno stratagemma per impedire che all'alba dell'anno nuovo il club partenopeo possa perdere forse le tre pedine più preziose della rosa. La paura è concreta al punto che all'ombra del Vesuvio si parla già di campionato falsato: il tutto senza neanche sapere in che condizioni di classifica arriveranno gli azzurri il prossimo gennaio. L'entourage del patron è già al lavoro per agganciarsi a qualche cavillo legale utile a seguire almeno una delle due ipotesi più suggestive (e ottimistiche): impedire al suddetto terzetto (più la riserva di lusso Ounas) di partecipare alla competizione oppure far rinviare le partite nelle quali la squadra sarà monca. La seconda opzione, alla luce di un calendario già ingolfato, appare la più remota, mentre la prima si potrebbe scontrare con la volontà dei giocatori col rischio di creare un altro strappo in seno al gruppo, perché se è vero che per Koulibaly e compagnia la maglia azzurra è importante, si presuppone che lo sia anche quella della Nazionale. Un'altra via potrebbe condurre a una sorta di patto: da decidere con chi. Con le Federazioni per convocare a scaglioni i giocatori coinvolti (non solo del Napoli) o addirittura con gli organizzatori della Coppa d'Africa per ridurre la lunghezza del torneo.

I precedenti

Insomma, le idee all'ombra del Vesuvio non mancano e i precedenti a referto quando si tratta di aggirare regolamenti o trovare cavilli negli stessi fanno ben sperare al club partenopeo, forte anche del recente successo sul fronte Europa League: in teoria la trasferta a Leicester doveva essere un tabù per diversi giocatori reduci da trasferte intercontinentali a causa della normativa all'epoca vigente nel Regno Unito ma nella pratica, anche grazie all'intermediazione della UEFA, tutti gli azzurri furono abili e arruolabili. Gli altri precedenti positivi riconducono ai ricorsi vinti su vari fronti (da squalifiche mitigate a protocolli praticamente vanificati), ma stavolta di mezzo, oltre a un torneo lungo e prestigioso, c'è la volontà dei giocatori, che non è detto che siano disposti a 'tradire' le proprie Nazionali per assecondare il 'mammismo' di ADL.

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