Aurelio De Laurentiis (Ansa)
Aurelio De Laurentiis (Ansa)

Napoli, 12 novembre 2020 - Non solo il calcio giocato: la stagione del Napoli sta correndo su due binari paralleli che però si intersecano nel momento in cui si dà uno sguardo alla classifica, nella quale pesano come un macigno la partita persa a tavolino contro la Juventus e il seguente punto di penalizzazione comminato. Una zavorra che non solo è stata confermata dalla Corte d'Appello Nazionale ma che potrebbe addirittura aggravarsi.

Una nuova ombra all'orizzonte

La battaglia legale tra le parti e solo agli inizi e si preannuncia ricca di botte e risposte. Si comincia dalla prossima mossa del club partenopeo, che farà ricorso al Collegio di Garanzia del Coni. Si continuerà con ogni probabilità con il deferimento della Procura Federale della FIGC, che difficilmente potrà ignorare quanto stabilito nei due gradi della giustizia sportiva. Facile che quindi cominci un procedimento parallelo nel momento in cui il procuratore federale Giuseppe Chiné chiuderà l'inchiesta aperta per stabilire eventuali violazioni del protocollo sanitario da parte della società campana. A questo punto si deciderà se dare il via a un processo sportivo o archiviare la vicenda: il mood attuale, alla luce delle motivazioni esposte da Piero Sandulli, presidente della Corte d'Appello, spinge verso la prima ipotesi. Sull'altra faccia della medaglia c'è un Napoli che vuole difendersi dalle pesantissime accuse di "preordinata slealtà" che hanno condotto alla conferma del 3-0 a tavolino e del punto di penalizzazione comminato. Insomma, il male minore per il club partenopeo in questo momento appare la 'semplice' violazione del protocollo: un male che, classifica alla mano, sta già costando tanto.

Una difesa di ferro

Parola ai numeri: il Napoli finora ha subito solo 4 reti, se si escludono le 3 messe a referto da Tavolino, un bomber che quest'anno pare vada per la maggiore. Un bel progresso se si pensano ai 50 gol incassati nello scorso campionato che avevano contribuito alla deludente classifica finale degli azzurri, salvati in corner solo dalla vittoria della Coppa Italia. Adesso la musica è diversa: merito del nuovo modulo, dell'innesto di Tiémoué Bakayoko e in generale di una squadra solida e consapevole della propria forza che riesce a non sbandare di fronte alle prime difficoltà. Certo, finora il calendario è stato piuttosto clemente, se si escludono l'esame superato a pieni voti contro l'Atalanta e quello disastroso con il Sassuolo: due estremi che saranno mitigati, in un senso o nell'altro, dagli imminenti impegni con Milan e Roma.

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