Luciano Spalletti  (Ansa)
Luciano Spalletti (Ansa)

Napoli, 1 novembre 2021 - L'insidiosissimo derby alla fine al Napoli, nella notte di Halloween, ha riservato un dolcetto scartato da Piotr Zielinski non senza tribolazioni durate praticamente fino al triplice fischio, quando Luciano Spalletti, con tanto di esultanza plateale, ha potuto brindare alla vittoria numero 10 su 11 partite.

Incubo 'fatal Verona'

Una marcia trionfale ridimensionata solo dal percorso altrettanto mastodontico intrapreso dal Milan in contemporanea. Probabilmente ieri, nel computo del duello a distanza, per la prima volta i rossoneri hanno brillato più degli azzurri alla luce degli avversari affrontati (Salernitana e Roma) e dal modo in cui sono maturate le rispettive vittorie. La cattiva notizia per la squadra di Stefano Pioli è che il peggio a livello di calendario deve ancora arrivare visto che nel prossimo turno è in programma un derby nel quale il Napoli sarà spettatore molto interessato: una sconfitta dell'Inter, per esempio, potrebbe tagliare forse definitivamente fuori dai giochi i campioni in carica. Certo, per gli azzurri sarà innanzitutto importante disinnescare la trappola Verona che già nello scorso campionato è costata l'accesso alla Champions League. In panchina non c'è più la 'bestia nera' Ivan Juric ma il nuovo corso targato Igor Tudor nel segno di un Giovanni Simeone in stato di grazia forse fa ancora più paura: se a tutto ciò si aggiunge l'assenza certa per squalifica di Kalidou Koulibaly e quella probabile di Victor Osimhen (che dovrebbe smaltire in una settimana circa il fastidio al polpaccio) allora lo scenario si fa ancora più preoccupante. Ammesso che una squadra che finora ha perso per strada appena 2 punti subendo la 'miseria' di 3 reti possa davvero ancora aver paura di avversari comunque sulla carta inferiori.

Come Sarri

In realtà, al di là del risultato finale, il derby campano ha insinuato qualche dubbio sulla tenuta della squadra in situazioni non proprio comode: metti avversari che pressano con vigore in uno stadio diventato un catino furioso e di colpo il Napoli schiacciasassi, in un intero tempo di gioco, non centra mai lo specchio della porta rivale. Poi nella ripresa Spalletti si gioca la carta Andrea Petagna e magicamente, dopo pochi giri di lancette, proprio l'ariete triestino propizia la rete di Zielinski. Insomma, il tecnico di Certaldo avrà pure eguagliato la partenza firmata da Maurizio Sarri nella stagione 2017/2018, ma rispetto ad allora il vento, almeno in attacco, è cambiato: i 'piccoletti' proprio non funzionano più.

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