Fiorentina-Napoli, l'esultanza degli azzurri (Ansa)
Fiorentina-Napoli, l'esultanza degli azzurri (Ansa)

Napoli, 4 ottobre 2021 - Erano diverse le risposte che Luciano Spalletti aspettava dopo l'inattesa debacle in Europa League contro lo Spartak Mosca: risposte che prontamente il suo Napoli gli ha fornito battendo a domicilio la Fiorentina in quello che per molti era considerato il primo vero scoglio di questa esaltante prima parte di campionato degli azzurri.

Esame di maturità passato

Certo, sul cammino dei partenopei c'è già stata la Juventus ma, tra assenze in casa bianconera e modalità fortunose con cui è maturato il risultato, quella vittoria di base non ha mai assunto i crismi dell'impresa che può segnare un punto di svolta. Discorso parzialmente diverso per la gara del Franchi, stadio dove i viola stanno faticando tremendamente: al cospetto della capolista (l'unica ancora a punteggio pieno nei principali tornei continentali) non c'era una delle cosiddette '7 sorelle' ma forse la prima inseguitrice del treno delle migliori, motivo per cui si può decisamente parlare di esame di maturità passato a pieni voti. Si comincia dalla risposta agli episodi negativi: andare in svantaggio alla prima occasione può spesso tagliare le gambe, specialmente se le suddette gambe cominciano a essere ingolfate dai tanti impegni recenti. Martinez Quarta fa e Martinez Quarta disfa, propiziando il rigore (fallo su Osimhen) sbagliato (due volte) da Insigne, con tanto di contestazioni viola per un presunto fallo su Dragowski e ribadito nel sacco da Lozano: un episodio apparentemente figlio solo della buona sorte, ma nell'area avversaria bisogna comunque arrivarci e non è detto che per farlo sia sempre necessario affidarsi alla manovra.

Lo schema vincente (e copiato)

Esistono i lanci dalle retrovie, specialità tornata in voga proprio grazie a Osimhen, che tuttavia non comincia il mese di ottobre così come aveva terminato settembre, ossia a suon di gol: sull'altro fronte fa ancora peggio Vlahovic, per un duello a distanza che di fatto non si è mai concretizzato. Proprio la concretezza è stata l'arma in più di un Napoli ancora micidiale sui piazzati: poco importa se lo schema che ha portato al gol di Rrahmani sia stato copiato dal Borussia Dortmund, come ammesso da Spalletti. Quello che davvero conta per il tecnico toscano è guardare oltre una vittoria, la settima di fila: per esempio, la conferma che la sua squadra, di fronte a un pressing asfissiante, soffre forse più del dovuto. Per pensare a questi piccoli nei ci sarà tempo durante una sosta che magari dopo Mertens e Demme potrebbe restituire altre pedine preziose a Spalletti.

Leggi anche - Nations League, Kean convocato al posto di Immobile