Gli azzurri si allenano a Castel Volturno (Ansa)
Gli azzurri si allenano a Castel Volturno (Ansa)

Napoli, 23 aprile 2020 - Ripresa sì o ripresa no? Mentre il calcio si interroga sul destino della stagione sospesa a causa della pandemia da COVID-19, il Napoli cerca di farsi trovare pronto in caso di effettivo ritorno alla routine. Il primo step è rendere quanto più asettico possibile il centro sportivo di Castel Volturno: un'impresa non facile per tanti motivi.

UN ENORME GRANDE FRATELLO - Il principale rimanda al protocollo tecnico-scientifico varato dalla FIGC: un insieme di norme che mal si concilia con una struttura moderna ma comunque dipendente da un vicino hotel di lusso come quella alla quale si appoggia il club partenopeo. Se il viavai extra calcistico si può stoppare, il flusso enorme di persone che lavorano in una società di Serie A è difficilmente arginabile. Parlando della franchigia di Aurelio De Laurentiis, il numero dei dipendenti sfora le 50 unità tra giocatori (26), staff tecnico (8), personale medico (8), magazzinieri (4), cuochi e camerieri (2). Il tutto senza calcolare i dirigenti e gli inservienti che si occuperanno della pulizia per le 3 settimane di isolamento totale previste dal documento partorito dalla Federcalcio. Un sacrificio enorme e non solo sotto il profilo economico. Da qui l'idea di apportare qualche modifica al centro di Castel Volturno, che potrebbe diventare una sorta di avanguardia in vista della cosidetta "Fase 2" che riguarderà tutto il Paese. Il Napoli sta pensando di dotare la struttura di separé in plexiglass (un materiale che diventerà tristemente comune nei prossimi mesi) per consentire i colloqui tra chi starà dentro e chi starà fuori: una specie di carcere o, per dirla in maniera più simpatica, un Grande Fratello per consentire al calcio di riprendere in qualche modo.

LA PARTE MEDICA - Per gli sportivi purtroppo il rischio infortuni è all'ordine del giorno: sorge quindi automaticamente l'esigenza di creare anche un percorso in sicurezza per collegare il centro tecnico al vicino ospedale di Pineta Grande, con la speranza che il gruppo azzurro non ne abbia mai bisogno. Per gli stop più lievi, quelli ad esempio a livello muscolare che sono dati quasi per scontati dopo una sosta così lunga, lo staff medico avrà invece già a disposizione un ecografo portatile. Insomma, a Castel Volturno, in attesa di ulteriori direttive e regolamenti, è tutto pronto per far tornare a rotolare il pallone. Almeno in teoria, ma di questi tempi anche solo sentire parlare di pseudo-normalità nel calcio (e non solo) è tanta roba.