Napoli, 12 settembre 2018 - Appuntamento insolito quest'oggi nella sala conferenze del centro tecnico di Castel Volturno, dove nel pomeriggio Marek Hamsik ha presentato la sua autobiografia: l'occasione è stata propizia per parlare a 360 gradi del momento attuale vissuto dallo slovacco e dal Napoli in generale.

IL MEGLIO E IL PEGGIO - Il capitano azzurro, in perfetto tema con il libro dall'emblematico titolo ''Marekiaro'', comincia proprio individuando i tre momenti chiave della sua ultradecennale esperienza all'ombra del Vesuvio. ''Innanzitutto l'arrivo in città, dove ho trovato migliaia di tifosi. Poi la vittoria della prima Coppa Italia, che fu festeggiata in un modo pazzesco, e infine quando ho superato il record di reti in azzurro di Diego Armando Maradona. Fin dal primo giorno qui ho sentito un calore enorme che mi fa sentire orgoglioso e fortunato''. Non solo pagine belle: a Napoli Hamsik ha vissuto anche momenti delicati, come il pesante ko di Firenze dello scorso campionato che di fatto pose fine al sogno scudetto. ''Fu una partita molto brutta che spezzò il cuore a tutta la piazza: sabato affronteremo di nuovo i viola e c'è voglia di fare bene e di credere ancora al Tricolore. Per uscire da questa fase negativa avremo bisogno dell'appoggio del San Paolo, che come sempre non mancherà''. Il primo obiettivo per il Napoli sarà evitare un'altra partenza ad handicap. ''Siamo sempre andati in svantaggio finora - ammette Hamsik - ed è qualcosa che non deve ripetersi sabato, perché poi si è visto che non sempre è possibile ribaltare il risultato''.

GOL INDIMENTICABILI - Per scacciare la mini crisi aperta dal tracollo di Genova, gli azzurri avranno bisogno soprattutto della regia dello slovacco che per ora fatica a decollare. ''Mister Ancelotti mi disse subito che mi vedeva in quel ruolo: io ci credo e sto dando il massimo per migliorare giorno dopo giorno''. Peccato che il meglio in carriera Hamsik lo abbia dato nelle vesti offensive, come testimonia il suo corposo bottino di reti in azzurro. ''Ho tanti gol che porto nel cuore: da quello fantastico contro il Milan, il mio preferito, a quello in finale di Coppa Italia contro la Juventus. L'emozione maggiore però è ascoltare l'inno della Champions League con la fascia al braccio. Il mio erede come capitano? Direi sicuramente Lorenzo Insigne, che tra l'altro è anche napoletano, e lo farei con piacere specialmente se arrivasse lo scudetto. Siamo un gruppo compatto - conclude Hamsik - e possiamo fare bene''.