Luciano Spalletti (Ansa)
Luciano Spalletti (Ansa)

Napoli, 25 settembre 2021 - Continuare a sognare a occhi aperti ma, contemporaneamente, mantenere i piedi per terra: un binomio già normalmente così complicato in una città come Napoli diventa quasi impossibile. A provare a vestire i panni del pompiere è Luciano Spalletti, che in conferenza stampa ha presentato la gara contro il Cagliari in programma domenica 26 settembre alle 20:45 allo Stadio Maradona.

Insidia Mazzarri



Pur cercando di mantenere l'equilibrio, il tecnico toscano non nasconde l'entusiasmo per una cavalcata finora perfetta. "Io e la squadra sentiamo l'affetto della gente e stiamo vivendo benissimo questo momento. Tuttavia, abbiamo due consapevolezze: la prima è che capiteranno periodi in cui si raccoglieranno meno punti e la seconda è che a lottare per lo scudetto sono 7 formazioni". Insomma, la strada è ancora lunga ma intanto il Napoli e Spalletti stanno diventando un'accoppiata inseparabile e già riconosciuta a livello nazionale. "L'abbinamento mi piace ma dietro c'è anche il lavoro dei precedenti allenatori, ai quali è bello essere accostato: a tutto ciò va aggiunto il valore dei giocatori, il cui livello è ormai alto". Restando in tema di ex tecnici azzurri, tra i partenopei e la sesta vittoria consecutiva c'è il Cagliari di Walter Mazzarri, tra l'altro un quasi conterraneo di Spalletti. "Siamo quasi 'vicini di casa' e quindi lo conosco bene, così come conosco le sue squadre: con l'Empoli non hanno fatto bene, ma già contro la Lazio si era intravista l'organizzazione tipica delle formazioni di Mazzarri". Per provare a spuntarla in sfide così insidiose, l'arma dele 5 sostituzioni, in particolare per le grandi squadre, si rivela spesso fondamentale. "Si tratta di una novità che mi piace perché tiene attenta l'intera rosa, oltre ad aumentare il tasso di spettacolo a beneficio del pubblico in particolare quando entrano giocatori offensivi".

Il ritorno di Mertens e Demme

 

A proposito di giocatori: all'ombra del Vesuvio agli occhi di Spalletti c'è chi scende e c'è chi sale. "Ammetto che non conoscevo Zambo Anguissa: sapevo solo che veniva da un contesto come il calcio inglese in cui la forza fisica è una prerogativa quasi di tutti. Poi ho scoperto che si tratta di un ragazzo meraviglioso che si è integrato benissimo nel gruppo. Quanto a Manolas - continua il tecnico toscano - direi che ha preso bene le panchine: basti vedere con che grinta è entrato a Genova". Poi una lieta news finale. "Mertens e Demme sono pronti: per il rientro di entrambi è stata determinante la voglia di esserci".Leggi anche - MIilan, debutto col gol per Daniel Maldini