Napoli-Bologna, la delusione degli azzurri (LaPresse)
Napoli-Bologna, la delusione degli azzurri (LaPresse)

Napoli, 2 dicembre 2019 - Quella contro il Bologna doveva essere la gara della svolta e, in un certo senso, lo è stata: adesso la crisi del Napoli è ufficiale e certificata dagli stessi protagonisti. In primis da Carlo Ancelotti.

MALEDIZIONE ROSSOBLU' - Per la prima volta in stagione, il tecnico emiliano non si è nascosto al termine della sconfitta interna subita per mano dei rossoblù e ha ammesso una verità tanto palese quanto dolorosa: la squadra non lo sta seguendo pienamente. La prova di questa tesi sta nella netta differenza di rendimento del Napoli tra campionato e Champions League dove, si sa, gli stimoli nascono spontanei. Se a Liverpool, appena pochi giorni fa, gli azzurri avevano mostrato un'idea di calcio propositiva nel primo tempo e la voglia di soffrire nel secondo, ieri non si è visto nessuno di questi ingredienti, specialmente nella ripresa. E dire che il tap-in facile facile di Llorente dopo un intervento un po' approssimativo di Skorupski sembrava aver indirizzato sui binari giusti una partita che proprio per questo motivo è difficile definire stregata, nonostante quella mezza spalla proprio dello spagnolo che al 95' ha vanificato il punto del 2-2. Sbloccare il tabellino di recente era stato il tallone d'Achille dei partenopei, almeno fino a ieri, quando è riemersa quella fragilità mentale (e difensiva) al cospetto delle prime difficoltà: Skov Olsen e Sansone, a differenza del genoano Pinamonti qualche settimana fa, non si sono fatti impietosire, esponendo così il Napoli alla seconda sconfitta interna in campionato dopo quella contro il Cagliari. Insomma, il rossoblù in questa stagione non porta molta fortuna ai campani, i cui problemi vanno ben al di là di combinazioni cromatiche ed episodi vari.

FURIA INSIGNE - Difficile trovare alibi quando è in corso una striscia di 6 partite senza vittorie in campionato che si allunga di altri 2 match considerando anche la Champions League, ora più che mai autentica ancora di salvezza degli azzurri e in particolare di Ancelotti: solo un eventuale drammatico tonfo interno con il Genk sembra poter condurre all'esonero di un allenatore chiamato comunque a risolvere tanti problemi a stretto giro di posta. Tra essi non figura il tanto vituperato Insigne, ieri migliore dei suoi in campo e negli spogliatoi, dove a fine gara ha strigliato i compagni sperando di smuovere le acque: una risposta da autentico capitano, alla faccia di chi ne metteva in dubbio l'attaccamento alla maglia e anche la stessa fascia.