Gennaro Gattuso (Ansa)
Gennaro Gattuso (Ansa)

Napoli, 24 febbraio 2020 - La grande vigilia è arrivata: domani il Napoli si giocherà l'andata degli ottavi di Champions League contro il Barcellona di Leo Messi, uno spauracchio da fermare a tutti i costi, come hanno dichiarato Gennaro Gattuso e Lorenzo Insigne.

LA RICETTA DEL CAPITANO - Il tecnico calabrese, dopo un pensiero alle vittime del Coronavirus, cede la parola al capitano azzurro, che presenta l'attesissima sfida del San Paolo smentendo innanzitutto una voce di mercato. "Non sono mai stato vicino a vestire la maglia blaugrana: si tratta di un grande club e di una squadra fortissima che proveremo a limitare grazie alla consapevolezza nei nostri mezzi che abbiamo ultimamente". I partenopei sono infatti reduci da un ottimo momento che casca proprio a pennello. "A Brescia siamo stati bravi a ribaltare la situazione e molti meriti sono del mister, che ci stimola nelle difficoltà. Inoltre - continua Insigne - ci sta dando la giusta mentalità per fare bene sia in fase offensiva sia difensiva: così facendo possiamo provare a fare gol, oltre che a non prenderne". Insomma, grandi ambizioni per il numero 24, che da capitano del Napoli non può non subire il fascino di una partita che rievoca pensieri romantici di vario genere. "Messi è il più forte, ma ovviamente non me la sento di fare paragoni con Maradona, che per noi è tutto. Quanto a me, da napoletano sento molto questo tipo di sfide: non mi abituo mai all'emozione di questa competizione, nella quale ci esprimiamo meglio rispetto al campionato".

NIENTE GABBIE PER MESSI - Il microfono torna a Gattuso, al debutto in Champions League. "Innanzitutto ringrazio Ancelotti, perché se ho trovato una squadra agli ottavi di certo non è merito mio. Per il resto, servirà attenzione sia quando loro avranno la palla sia quando la recupereremo, perché il pressing del Barca rappresenta un grosso rischio". Poi c'è il vero spauracchio. "Messi per me è il più grande, ma non voglio sentir parlare di gabbie: dobbiamo ragionare da collettivo senza scomporci davanti alle difficoltà, come successo tante volte in casa. Mi appello ai giocatori più rappresentativi e in particolare di Insigne, a cui chiedo di migliorare come capitano in campo". Dopo il bastone, c'è la carota per una squadra in netta crescita. "Si parla tanto di Fabian Ruiz, ma tutti i ragazzi mi stanno dando tanto, anche chi sto utilizzando meno: all'inizio ammetto di aver sottovalutato i problemi difensivi, ma ora vedo finalmente la compattezza che voglio".