Il discusso contatto tra Koulibaly e Kulusevski (Ansa)
Il discusso contatto tra Koulibaly e Kulusevski (Ansa)

Napoli, 23 luglio 2020 - Due indizi fanno una prova: tre addirittura una certezza per Gennaro Gattuso, che a quelle scialbe contro Bologna e Udinese aggiunge anche la prova di ieri del Napoli a Parma. A far lievitare il malcontento del tecnico calabrese ci si è messo pure l'arbitraggio di Antonio Giua che ha finito per innervosire tutti: specialmente gli azzurri.

Nel mirino i due rigori fischiati ai ducali, in particolare il secondo nel quale, a detta di Ringhio, il contatto (comunque lieve) tra Koulibaly e Kulusevski è avvenuto con quest'ultimo già in precario equilibrio: una severità che ha fatto arrabbiare non poco i partenopei, che invece mesi fa, contro il Lecce e con lo stesso fischietto, si videro negare un penalty piuttosto solare per uno sgambetto di Donati a Milik. Insomma, vecchie ruggini e rinnovati veleni che comunque non bastano a giustificare una sconfitta figlia del brutto trend nel quale è caduto il Napoli nelle ultime partite: ritmi bassi, tanto sterile possesso palla ed estrema difficoltà a creare prima e concretizzare poi le occasioni da gol. Se con il Bologna l'imprecisione dell'attacco di casa e molta fortuna nei fuorigioco avevano evitato il peggio e contro l'Udinese la gemma all'ultimo respiro di Politano aveva fruttato addirittura una vittoria, con il Parma sono emersi con tutta la loro prepotenza i recenti difetti degli azzurri, costretti da Gattuso a ruotare almeno 7 effettivi in ogni gara per prepararsi al meglio per l'appuntamento di Barcellona. Al riguardo, sono due gli obiettivi dell'allenatore calabrese: mantenere la forma generale della rosa senza incappare in rischiosi infortuni e valutare la migliore formazione possibile per sfidare Messi e compagnia.

I primi verdetti, in effetti, stanno arrivando: Lozano, costretto a manovrare al centro dell'attacco a causa della contemporanea assenza di Milik e Mertens, non ha convinto, così come una linea mediana apparsa troppo muscolare e poco tecnica senza né Lobotka Zielinski. Certo, il gioco basato su difesa e ripartenze del Parma è molto diverso da quello del Barcellona, più simile, con le dovute proporzioni, all'avvolgente possesso palla del Sassuolo nel segno di un tridente al fulmicotone. Ecco perché Gattuso, al termine del match del Tardini, ci ha tenuto a spronare i suoi in vista della gara di sabato che fungerà da mini-test per Barcellona: chi steccherà con i neroverdi rischia seriamente di guardare dalla panchina o addirittura dalla tribuna l'appuntamento più atteso.