Gennaro Gattuso (Ansa)
Gennaro Gattuso (Ansa)

Napoli, 23 febbraio 2020 - Il grande giorno si avvicina: martedì sera il Napoli si troverà di fronte il Barcellona di un Leo Messi in stato di grazia, una notizia che tuttavia sembra non preoccupare troppo Gennaro Gattuso.

LE ARMI DI RINGHIO - Il tecnico calabrese ha solo verbalmente tolto importanza all'attesissimo match contro i catalani, derubricato, almeno sulla carta, a qualcosa meno prestigioso dell'accesso alla prossima Europa League. Già, sulla carta, perché in realtà a Castel Volturno fervono i preparativi per provare a fermare una corazzata ferita nel corpo e nell'animo ma sempre temibile. La missione, visto il recente rendimento degli azzurri, non appare neanche così impossibile: chiedere a Lazio, Juventus e Inter, cadute per mano delle studiatissime trame difensive di Ringhio. Linee corte, reparti compatti e 4-5-1 in fase di non possesso che obbliga tutti i protagonisti a sacrificarsi, come fu per Mertens a uomo su Brozovic in occasione del successo proprio contro i nerazzurri di Conte. La "patata bollente" chiamata Messi potrebbe invece spettare a Demme, il mastino che ha ispirato la propria carriera a quella di un certo Gattuso e che è arrivato al Napoli appunto dietro indicazione del suo mentore: il connubio è vincente e lo sarà ancora di più qualora lo spauracchio Pulce dovesse essere neutralizzato o almeno depotenziato. Poi c'è tutto il resto, che il tecnico calabrese ci tiene a tirare fuori dal brutto catino chiamato "catenaccio": ripartenze letali e, quando possibile, possesso palla ipnotico da sbattere in faccia proprio alla squadra che ha creato il "tiqui-taca", diffondendolo come modello da imitare in tutto il vecchio continente.

IL JOLLY OSPINA - Naturalmente, affinché la trappola riesca anche contro il Barcellona c'è bisogno che in casa Napoli tutto funzioni a dovere: a cominciare da quell'uscita palla al piede tanto cara a Gattuso che però può rivelarsi un'arma a doppio taglio se qualcosa nell'ingranaggio si inceppa. In tal senso, il pressing asfissiante dei blaugrana preoccupa ma solo relativamente, perché nelle ultime gare gli azzurri sono diventati quasi perfetti nella costruzione dal basso: gran parte dei meriti vanno a Ospina, la cui qualità con i piedi ha via via legittimato la bocciatura di Meret. Dal portiere colombiano partono le azioni del Napoli, che con Zielinski e Fabian Ruiz spezza le linee degli avversari in fase di transizione: è questa la ricetta di Gattuso per provare a fermare Messi e compagni. Basterà?