Napoli-Crotone, l'esultanza di Osimhen e Insigne (Ansa)
Napoli-Crotone, l'esultanza di Osimhen e Insigne (Ansa)

Napoli, 5 aprile 2021 - Quello della scorsa estate doveva essere il mercato del rilancio dell'attacco, come testimoniato dall'onerosissimo acquisto di Victor Osimhen: in casa Napoli in effetti la rinascita del reparto avanzato c'è stata ma non proprio grazie al nigeriano, visto che quella azzurra può essere definitiva un'autentica cooperativa del gol.

Già meglio di un anno fa

A risaltare agli occhi c'è un primo dato emblematico emerso dopo la scorsa giornata di campionato: il bottino di reti realizzate finora dai partenopei (62) ha già superato quello del passato torneo (61). E quella andata in archivio a ridosso della Pasqua era 'appena' la 29esima giornata: senza dimenticare che il Napoli ha una partita in meno, quella che sarà recuperata mercoledì contro la Juventus. Insomma, missione attacco riuscita ma forse non nel modo preventivato alla vigilia di questa stagione. Certo, Aurelio De Laurentiis fu subito chiaro presentando Osimhen: non sarebbe stato un giocatore da 20 reti in Serie A, specialmente alla sua annata d'esordio in Italia. Profeta o stratega? Probabilmente il patron è stato entrambe le cose, pur non potendo prevedere la sequela di eventi nefasti che si sarebbe poi abbattuta sul nigeriano nei suoi primi mesi in azzurro. Adesso che per sua fortuna la malasorte sembra aver finalmente abbandonato l'ex Lille l'impressione è che comunque non si tratti di un attaccante destinato - almeno a breve termine - a diventare uno di quei bomber micidiali che fino a qualche stagione fa albergavano con costanza all'ombra del Vesuvio. In realtà uno, ovvero Dries Mertens, nel capoluogo campano c'è ancora, ma nemmeno il belga è stato risparmiato dagli infortuni che hanno martoriato il reparto avanzato di un Napoli che ha comunque saputo trovare soluzioni alternative.

Due filosofie opposte

E che soluzioni alternative: praticamente, al netto delle tante difficoltà tecniche e numeriche, gli azzurri ad oggi hanno il terzo miglior attacco del campionato dietro quelli di Inter (66 reti) e Atalanta (68). Anche quest'ultima compagine a onor del vero può contare su una cooperativa del gol, ma pure i partenopei si stanno attrezzando in tal senso, avendo mandato a bersaglio per almeno 8 volte finora già 4 giocatori (Insigne, Mertens e Politano e Lozano), con altri 2 (Zielinski e Osimhen) rispettivamente a quota 6 e 4. Insomma, praticamente l'opposto di quanto succede in casa Juventus, dove il Cristiano Ronaldismo sembra sempre l'unica religione possibile. Mercoledì quale delle due filosofie prevarrà sull'altra?

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