Napoli, 11 luglio 2018 - Il giorno della presentazione ufficiale di Carlo Ancelotti è arrivato. E, con esso, l'occasione per Aurelio De Laurentiis di parlare a 360° del Napoli: dal mercato, al triangolo Sarri-Jorginho-Chelsea, passando per l'arrivo di Cristiano Ronaldo in Serie A.

IL VERO TOP PLAYER - ''E' un'ottima notizia per il calcio italiano - ha commentato il patron - sia dal punto di vista mediatico che di valori. Noi rispondiamo a questo acquisto innanzitutto tenendo tutti i big, poi ovviamente il mister farà le sue valutazioni numeriche, visto che mi ha detto di non voler allenare molti giocatori per non creare confusione''. Non solo il futuro: l'occasione per De Laurentiis per togliersi qualche sassolino dalla scarpa è troppo ghiotta. ''Non occorrono 91 punti per vincere: quelli sono serviti solo a chi so io (Sarri? ndr). Spero in un impegno costante in tutte le competizioni: l'anno scorso l'uscita dalle Coppe ci è costata una perdita di 15 milioni!'' A proposito: che ne sarà di Sarri? ''E' molto vicino al Chelsea, ma nell'affare non c'entra Jorginho: pur essendo un giocatore importante, lo riteniamo poco congeniale al gioco di Ancelotti e lo abbiamo lasciato andare. C'era l'accordo totale con il City - ammette il patron - ma lui preferisce Londra a Manchester''. Infine, una risposta molto sibillina ai tanti sostenitori azzurri che chiedono un botto di mercato per rispondere alla Juventus. ''Se si pensasse solo a far felici i tifosi nessun club vincerebbe nulla. Io resto convinto dell'importanza dell'allenatore - conclude De Laurentiis - e noi con Ancelotti è come se avessimo preso contemporaneamente un difensore, un centrocampista e un attaccante''.

CAMBIO DI ROTTA - E allora sentiamolo questo ''giocatore totale'' acquistato dal Napoli. ''Ho accettato la corte del club partenopeo perché mi ha convinto il progetto e la voglia di vincere: poi certo - continua il neo allenatore azzurro - se a marzo saremo ancora in tutte le competizioni sarà già un grande risultato. So di raccogliere un'eredità importante e non sono qui per cancellare quanto fatto precedentemente: anzi, ripartiremo proprio da lì''. Poi si passa alla rassegna dei singoli. ''Mertens è un giocatore completo: lo vedo principalmente come esterno perché, come Insigne, è bravo tra le linee. Poi, con Milik e Inglese siamo a posto in attacco. Meret? A me importa solo che il portiere sia bravo a parare - ammette Ancelotti - e lui lo è: delle sue abilità con i piedi mi interessa poco''.