Gli azzurri si allenano a Castel Volturno (Ansa)
Gli azzurri si allenano a Castel Volturno (Ansa)

Napoli, 1 maggio 2020 - Nel giorno in cui i club di Serie A si sono dichiarati all'unanimità favorevoli alla ripartenza del campionato qualora ce ne fossero le condizioni, il Napoli sorride per la decisione di Vincenzo De Luca, governatore della Campania, di consentire gli allenamenti nel centro tecnico di Castel Volturno.

SI' AGLI ALLENAMENTI, MA CON CAUTELA - Tramite i suoi canali social, il presidente della regione ha così accolto la richiesta della società di Aurelio De Laurentiis, imitando il provvedimento firmato da Stefano Bonaccini per l'Emilia-Romagna, che consentirà a Bologna, Parma, Sassuolo e Spal di tornare a lavorare a partire dal 4 maggio. Il tutto in attesa di eventuali stop del Governo che però, non avendo previsto alcuna disciplina per gli sport di squadra, si trova a riflettere sui suoi passi. Anche il severissimo De Luca deve averci pensato a lungo, prima di motivare così la sua apertura: "Ho saputo da De Laurentiis che a Castel Volturno ci sono 3 campi, con la possibilità quindi di distanziare gli atleti di 20 metri, oltre a farli allenare in orari diversi e senza l'uso di docce in comune. Ci sono le condizioni per accettare la domanda del Napoli - continua De Luca - non prima di averla sottoposta alla task force sanitaria, che comunque mi sembra ben disposta". La condizione per questa svolta resta però una sola. "Se verrà garantito il rispetto di tutte le norme di sicurezza come mi è stato garantito allora, insieme alla ripresa delle attività di fabbriche e cantieri, si può consentire anche quella del calcio, a patto ovviamente che poi arrivi il via libera del Governo. Inoltre - conclude il presidente della Campania - De Laurentiis mi ha detto che ogni settimana sottoporrà i suoi giocatori a tamponi e lo farà a loro tutela".

I DUBBI - Insomma, dopo giorni in cui sembrava che il pallone, a imitazione di quanto accaduto in Francia, dovesse fermarsi definitivamente, oggi la svolta: prima dall'assemblea della Lega e poi, a livello singolo, da due regioni, che provano così a prendere le redini in mano per uscire da un cortocircuito decisionale che rischia di paralizzare il mondo del calcio più di quanto non lo sia già a causa di un'emergenza senza precedenti. Certo, restano dei pesanti interrogativi. Uno su tutti: cosa succederebbe in caso di positività di un giocatore al COVID-19? Per adesso i club di Serie A si accontentano di questo primo accenno di normalità, a patto ovviamente di rispettare le severissime norme sulla sanificazione.