Raul Albiol, 33 anni
Raul Albiol, 33 anni

Napoli, 20 giugno 2019 - Archiviare una storia lunga 6 anni e 236 presenze con un tono freddo e polemico non è il miglior modo per salutare Raul Albiol, prossimo a migrare altrove. La pensa diversamente Aurelio De Laurentiis, che ieri ai microfoni di Radio Kiss Kiss ha letteralmente scaricato lo spagnolo, raccogliendo il disappunto unanime dei tifosi.

L'OPERAZIONE DELLA DISCORDIA - Dal "Non mi piace trattenere nessuno" al "se va via, mi fa solo un piacere vista la sua età": tutte frasi al vetriolo che non rendono merito al primo top player di calibro internazionale arrivato nel nuovo corso del Napoli. Correva l'estate 2013 e gli azzurri, con il maxi tesoretto derivante dalla cessione record di Edinson Cavani, attingevano dal Real Madrid giocatori come José Callejon, Gonzalo Higuain e appunto Albiol, l'uomo designato a rinforzare definitivamente quella difesa che era stata il tallone d'Achille dei partenopei fin dal ritorno in Serie A. Non subito, ma il classe '85 ha assolto alla grande il suo compito, diventando negli anni determinante in particolare per la crescita di Kalidou Koulibaly, ora unanimemente considerato uno dei migliori interpreti del ruolo in assoluto. La dimostrazione arriva dal forte calo vissuto dal senegalese questa stagione, quando Albiol è stato costretto a un lungo forfait a causa di quell'infortunio al ginocchio che sembra c'entrare molto con l'addio che si consumerà a breve. Pare infatti che De Laurentiis non abbia gradito la decisione dell'ex Real di operarsi nella fase clou della stagione, lasciando la squadra senza il suo faro difensivo proprio nel momento di maggior bisogno.

DUBBI SU MANOLAS - Sull'altra faccia della medaglia c'è un giocatore che in 6 anni all'ombra del Vesuvio non si è mai lasciato andare a polemiche pubbliche o a "mal di pancia", neanche l'estate scorsa, quando la nostalgia di casa stava per prendere il sopravvento e riportare Albiol nella sua Valencia. All'epoca fu determinante l'intervento del neo allenatore Carlo Ancelotti per ribadire con forza l'importanza dello spagnolo nel progetto, rimandando di fatto l'addio di 12 mesi e arricchendolo di un inatteso veleno che, curiosamente, arriva a toccare anche il suo erede designato Kostas Manolas. Il "diplomatico" De Laurentiis, nella sua furia radiofonica, non ha risparmiato neanche il greco, definito troppo costoso e dal carattere difficilmente adatto ad amalgamarsi con lo spogliatoio del Napoli. E se lo dice uno "zuccherino" come il patron, c'è da crederci.