Gennaro Gattuso (LaPresse)
Gennaro Gattuso (LaPresse)

Napoli, 12 dicembre 2019 - Via i modi diplomatici di Carlo Ancelotti ma soprattutto via quel 4-4-2 che cominciava a stare stretto ai giocatori: il Napoli di Gennaro Gattuso partirà da nuovi metodi di allenamento e di confronto con la rosa ma soprattutto da un'inedita veste tattica.

LE ORIGINI DELLA CRISI - In realtà, il 4-3-3 che ha in mente l'ex Milan è una vecchia conoscenza dalle parti di Castel Volturno, accantonata forse con troppa fretta dopo l'addio di Maurizio Sarri e la cessione di Jorginho. La mancanza di un regista puro nel roster ha rappresentato nella mente del tecnico di Reggiolo un ostacolo troppo grande per continuare sul solco dell'attuale coach della Juventus, senza contare che dopo il passaggio di consegne le richieste di Aurelio De Laurentiis erano cambiate: non più una squadra che giocasse bene, ma una che vincesse. Il resto è storia nota: la breve era Ancelotti, tolto qualche sussulto in Champions League (per informazioni chiedere in particolare al Liverpool), si è conclusa nel grigiore totale. Inoltre, non è arrivata neanche la valorizzazione della rosa auspicata dal patron a suon di quel fitto turnover che alla fine si è rivelato deleterio: il Napoli degli ultimi 18 mesi non ha mai avuto un'identità e non ci si riferisce solo a un undici che cambiava praticamente ogni domenica. Come spesso succede nel calcio, la confusione in campo si è presto trasferita fuori, con quei musi lunghi che sono sfociati nell'ammutinamento del 5 novembre e nella frattura tra giocatori, società e tifosi tuttora da ricomporre. In queste macerie arriva Gattuso: se è vero che è più facile subentrare in una situazione del genere, senza avere la pressione di dover eguagliare i risultati brillanti del proprio predecessore, allora verrebbe da dire che la strada per Ringhio è in discesa.

IL 4-3-3 DI RINO - L'altra nota positiva per il Napoli è che il suo neo allenatore, uno che sulla carta ha un forte impatto a stagione in corso, ha idee molto chiare. Via il 4-4-2 ancelottiano, si diceva: da sabato la veste tattica degli azzurri tornerà a essere il 4-3-3, con Allan - magari in attesa di un regista dal mercato - vertice basso e Zielinski e Fabian Ruiz ai suoi lati. Davanti per l'allenatore calabrese ci sarà l'imbarazzo della scelta: Insigne, Lozano e Callejon torneranno nei ruoli a loro più congeniali, mentre Milik, Mertens e Llorente comporranno la batteria di prime punte. Insomma, tutto chiaro tranne le gerarchie ma quelle, si sa, le determinerà solo il campo.