Roma, 4 maggio 2021 - Mourinho alla Roma. Alzi la mano chi non ha pensato, anche solo per un attimo, al tipicissimo scherzo social. Un pesce d'aprile spostato un po' più in là nel calendario. Una fake news. Dai, Mou alla Roma... Tutto vero, tutto confermato invece: contratto triennale a partire dalla prossima stagione, prime dichiarazioni affidate ai social e quel 'Daje Roma' piazzato su Instagram che ha già incediato la piazza.

La Roma annuncia Mourinho come nuovo allenatore

Roma, il dg Pinto: "Mourinho vuole vincere"

Il coupe de theatre dal punto di vista della tifoseria è enorme, perchè lo scollamento tra buona parte del popolo romanista e il club è un fatto che risale alla gestione Pallotta e ai tanti proclami che non si sono tramutati in fatti, con le continue cessioni di giocatori forti a creare un meccanismo di disaffezione che sì è poi rispecchiato negli 'zeru tituli' – giusto per restare in tema – dell'era americana. In questi ultimi giorni della fallimentare gestione Fonseca, si accusavano i Friedkin, nuovi proprietari del club , di "non parlare mai", di non "metterci la faccia" come si dice spesso nel pianeta del pallone. Loro, con il general manager Tiago Pinto – artefice di questo straordinario colpo di scena – hanno deciso di parlare con i fatti, eventualità poco consueta nel calcio in generale e in particolare nelle atmosfere trigoriane degli ultimi anni. Un comunicato sintetico per dire: "Abbiamo preso Mourinho".

L'annuncio della Roma: "Addio a Fonseca"

Dal punto di vista ambientale è un colpo di genio. Serviva riaccendere l'entusiasmo con una scintilla che provocasse un incendio immediato. Mou è quella scintilla. Eppoi, anche dal suo punto di vista, ha tutto da guadagnare, considerando le ultime due deprimenti stagioni romaniste. Cioè, per fare peggio di così dovrebbe impegnarsi parecchio... Inoltre, i romanisti hanno bisogno di un capopopolo che li riporti alle battaglie del passato contro Juve o (la sua) Inter, uno che in conferenza stampa accenda l'entusiasmo e parli del 'rumore dei nemici'. Uno che protegge i suoi giocatori – metaforicamente – a costo della vita. Uno che vive 'l'io contro tutti' alla stregua di una guerra santa del pallone.

Dal punto di vista tecnico poi, sfiorite le tante utopie pallonare – Luis Enrique, Zeman, Di Francesco o Fonseca giusto per citarne qualcuno – nella vana ricerca del calcio dominante vissuto attraverso il gioco e la filosofia offensiva, a Roma c'è bisogno di uno che, alla bisogna, sappia mettere il pullman davanti alla porta. Uno che butti il pallone se serve. A maggior ragione dopo il Grande Suicidio tattico andato in scena nella notte di Manchester. Infine, c'è la suggestione più forte che rimbalza nell'entusiasmo travolgente di queste ore tra i tifosi: se i Friedkin hanno preso Mou di sicuro gli comprano grandi giocatori... Nel calcio post-Covid del tirare la cinghia non sarà così, ma basta l'illusione per guardare al giallorosso con occhi diversi. Felici.