Milano, 14 agosto 2020 - E così, Massimo Moratti rimane l’ultimo presidente italiano ad avere alzato la Champions League. "Mi è dispiaciuto tanto per l’Atalanta – dice l’ex patron dell’Inter – Uscire in extremis fa male ma Gasperini è stato straordinario, così come tutto il gruppo". Non ci fossero stati Mbappe e Neymar... "Guardi, a me Mbappe fa venire in mente Garrincha, il compagno di Pelé. Quando parte palla al piede, puoi solo sparargli, sempre se riesci a metterlo nel mirino. E poi Neymar, ha giocato a tutto campo, come non faceva da tempo. Ecco,...

Milano, 14 agosto 2020 - E così, Massimo Moratti rimane l’ultimo presidente italiano ad avere alzato la Champions League. "Mi è dispiaciuto tanto per l’Atalanta – dice l’ex patron dell’Inter – Uscire in extremis fa male ma Gasperini è stato straordinario, così come tutto il gruppo".

Non ci fossero stati Mbappe e Neymar...

"Guardi, a me Mbappe fa venire in mente Garrincha, il compagno di Pelé. Quando parte palla al piede, puoi solo sparargli, sempre se riesci a metterlo nel mirino. E poi Neymar, ha giocato a tutto campo, come non faceva da tempo. Ecco, perdere contro gente così non è un disonore".

Invece la Juve...

"Beh, un conto è essere eliminati dal Psg, altra cosa andare a casa contro la settima classificata del campionato francese. Onestamente, non c’è paragone".

E Sarri ha pagato per tutti.

"Un amico mi ha detto: se sei ateo non puoi andare a predicare in Vaticano. Ma non si può giudicare da fuori, bisognerebbe conoscere le dinamiche dello spogliatoio. E comunque Sarri lo scudetto lo ha vinto".

Adesso la Signora punta su Pirlo.

"Sono molto incuriosito da questa scelta. Andrea Agnelli è stato coraggioso".

Si sprecano i paragoni con Zidane al Real e con Guardiola al Barcellona.

"Pirlo li merita per la sua storia di campione, poi è anche vero che il francese a Madrid aveva fatto il vice di Ancelotti e aveva allenato la seconda squadra, come il Pep al Barca. Invece Pirlo di esperienza in panchina non ne ha e proprio per questo sarà interessante verificare l’esito della scommessa".

Che è figlia della ossessione bianconera per la Champions, dicono tutti.

"Ah, io non ho consigli da dare. All’Inter per rivincerla aspettammo 45 anni, la Juve è alle soglie delle nozze d’argento con il digiuno, magari fa prima di noi...".

Che effetto le fa, in questa strana stagione, scoprire che l’Inter è l’unica italiana ancora in lizza in Europa?

"Prima mi permetta una abiura".

Prego.

"Mi sono sbagliato sul conto di Lukaku! Sinceramente pensavo fosse forte solo fisicamente e temevo di rimpiangere Icardi. Invece Romelu è un campione, aiuta sempre i compagni, ha una visione di gioco. Aveva ragione Conte a pretenderne l’acquisto e sempre Conte è stato bravissimo a migliorarlo e a far crescere tutta la squadra intorno a lui. Quanto alla Europa League, non sarà facile, sono rimaste quattro formazioni molto competitive. Ci spero, ormai essere l’ultimo presidente italiano ad avere alzato una Coppa quasi mi pesa, poi del resto il mio amico Steven Zhang è cinese...".
A proposito di Zhang: lei quanto ci crede, alla storia di Messi vestito di nerazzurro?

"Guardi, io ormai dell’Inter sono un semplice tifoso e non ho informazioni riservate. Ma una cosa la so: per risorse e per competenze, Suning ha tutto per portare Leo a Milano». Ma allora ci crede. «Come si scrive mai dire mai in cinese?"