Arkadiusz Milik (Ansa)
Arkadiusz Milik (Ansa)

Napoli, 7 ottobre 2020 - C'era una volta il gigante polacco che aveva riacceso il cuore dei tifosi del Napoli dopo il brusco addio di Gonzalo Higuain: l'entusiasmo si è presto spento, tarpato prima dai due gravi infortuni a entrambe le ginocchia e poi dalle grane burocratiche che sono culminate nella decisione di oggi del club partenopeo, che ha escluso Arkadiusz Milik sia dalla lista per giocare in Serie A sia da quella valida per l'Europa.

Insomma, il messaggio è chiaro e forte: da qui a gennaio l'ex Ajax non rivedrà il rettangolo verde, almeno in maglia azzurra. Un epilogo al vetriolo difficile da immaginare fino a pochi mesi fa, quando l'attaccante rientrava ancora nelle rotazioni di Gennaro Gattuso che, anzi, ne aveva a più riprese tessuto le lodi, quasi a voler stimolare una trattativa per il rinnovo che in realtà si sarebbe poi arenata definitivamente. La pietra tombale sul rapporto tra Milik e il Napoli è arrivata negli ultimi giorni, quando il classe '94 ha rifiutato l'allettante proposta della Fiorentina che avrebbe portato nelle classe del club partenopeo circa 30 milioni tra prestito oneroso e diritto di riscatto. Il polacco avrebbe guadagnato 4 milioni a stagione: non pochi, ma evidentemente non sufficienti a digerire la formula dell'operazione, che l'avrebbe obbligato a rinnovare formalmente con il Napoli. Alla fine l'operazione è sfumata, lasciando tutti scontenti: a cominciare da Aurelio De Laurentiis che, dopo i 33 milioni sborsati nel 2016, deve rinunciare a un incasso importante, rischiando inoltre di salutare l'attaccante a zero già a gennaio. Ci rimette anche lo stesso Milik che, nell'anno dell'Europeo, non vedrà di fatto il campo: solo una sorta di patto con il selezionatore della sua Nazionale può salvarlo dal dover guardare da casa la rassegna continentale.

E' un po' il destino che tocca a chi per inseguire un sogno perde di vista tutto il resto. Dove il "resto" fa rima con Valencia e Fiorentina, ritenute dal classe '94 non all'altezza di Tottenham, Roma, Paris Saint-Germain e soprattutto Juventus. Già, la Juventus: ancora una volta l'acerrima rivale sul campo diventa meta molto ambita dei giocatori azzurri. A tal riguardo verrebbe da dire che se nemmeno una Coppa Italia vinta in faccia ai bianconeri e con protagonista nella lotteria dei rigori proprio il diretto interessato Milik è riuscita a riaccendere la passione tra le parti, allora non c'è più nulla da fare per salvare il rapporto. E forse nemmeno per salvare il salvabile.