Zapata (LaPresse)
Zapata (LaPresse)

Milano, 24 giugno 2019 – La notizia era nell’aria ormai da mesi e adesso è arrivata anche quella che di fatto può essere considerata un’ufficialità: tra pochi giorni, alla scadenza del contratto, Cristian Zapata, saluterà il Milan e si accaserà al Genoa con cui ha trovato un accordo biennale. Il difensore colombiano lascia quindi la casacca rossonera che ha vestito in questi ultimi sette anni, conquistando una Supercoppa Italiana e segnando 5 gol in quasi 150 presenze ufficiali. Zapata poche ore fa ha scelto Instagram per salutare il popolo rossonero che lo ha sostenuto in questi anni: “Dopo sette anni meravigliosi lascio il Milan. Voglio ringraziare la società che mi ha offerto l’opportunità di giocare in uno dei club più prestigiosi del mondo; tutti i compagni di squadra che ho avuto in questo lungo ed intenso periodo, gli allenatori che mi hanno aiutato a crescere come calciatore e come uomo, tutti i ragazzi di Milanello, amici veri e soprattutto i tifosi. Semplicemente fantastici, mi avete sempre sostenuto e mostrato un affetto incredibile. Grazie a tutti, si chiude una pagina della mia carriera che resterà per sempre nel mio cuore. Con affetto. Cristian".

A prendere il posto del difensore di Padilla potrebbe essere il roccioso Ozan Kabak, di proprietà dello Stoccarda. Il Milan è da tempo sulle tracce del centrale classe 2000 che nel suo contratto ha una clausola rescissoria di 15 milioni. Una cifra abbordabile anche per le casse del club di via Aldo Rossi che non può certo fare follie ma vuole puntare su giovani dal roseo avvenire come lo stesso Kabak. In queste ore nel quartier generale rossonero c’è stato un altro incontro tra l’entourage del giocatore e la dirigenza milanista, in cui è stato ribadito il gradimento da parte del giocatore nei confronti del Milan e si è cercato di trovare un accordo sull’ingaggio. I rossoneri però rischiano dover fare i conti con la concorrenza del Bayern Monaco, anch’esso molto interessato a Kabak. Presto sono quindi sviluppi su questo fronte.