Diaz (ANSA)
Diaz (ANSA)

Milano, 22 settembre 2021 – Prova di maturità superata per il Milan di Stefano Pioli che, dopo il pareggio con la Juventus, sconfigge - nonostante la grande emergenza infortunati - il Venezia con un secco 2-0 e aggancia l’Inter momentaneamente in vetta alla classifica a quota 13 punti. A sparigliare le carte, dopo un primo tempo meglio interpretato dai rossoneri che non sono però riusciti a sbloccare la situazione, sono stati i cambi di Stefano Pioli che nella ripresa ha gettato nella mischia Saelemaekers e Theo Hernandez, i quali con la loro velocità e il loro estro hanno permesso al Milan di cambiare definitivamente passo: proprio dai cambi di fronte del belga e dai piedi del francese sono nati prima l’assist per il vantaggio di Brahim Diaz al 68’ e poi il raddoppio griffato con il mancino dallo stesso Hernandez. Gol che hanno fatto malissimo a un Venezia che ha provato ad opporsi ai rossoneri con una difesa molto attenta almeno per 70’, ma che davanti è di fatto riuscito a rendersi pericoloso solo in chiusura di primo tempo sugli sviluppi di un corner.

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Primo tempo

Nonostante le pesanti assenze di Ibrahimovic, Giroud, Bakayoko e Calabria, Pioli non rinuncia a un leggero turnover nel suo 4-2-3-1, lanciando dal primo minuto Gabbia, Ballo-Toure e Florenzi. Nel Venezia di Zanetti – schierato con il 4-3-3 – c’è invece la sorpresa Forte, che vince il ballottaggio con Henry e si posizione al centro dell’attacco. Partenza aggressiva dei rossoneri che alzano subito la pressione e costringono i lagunari a restare arroccati nella loro metà campo. Il Venezia deve così accontentarsi delle poche ripartenze concesse dagli uomini di Pioli che comunque non si fanno cogliere impreparati e insistono nel loro fraseggio per trovare i giusti spazi: la prima occasione per i rossoneri arriva al 24’ su calcio d’angolo battuto da Tonali che pesca Rebic, il quale stacca di testa e per un soffio non inquadra lo specchio della porta difesa da Maempaa. Il dominio territoriale dei rossoneri rischia di far male al Venezia anche al 31’, quando Kalulu recupera un pallone in mediana e si lancia verso la porta avversaria arrivando al tiro da ottima posizione dopo un’eccellente triangolazione con Rebic. Al 36’ e al 37’ ci prova anche Florenzi che prima manca di un soffio la deviazione sotto porta su cross basso di un incontenibile Leao e poi stacca di testa non centrando il bersaglio grosso per pochi centimetri. Prima del duplice fischio di Pezzuto c’è però tempo anche per la prima, vera opportunità di marca lagunare, nata da un corner: la spizzata di Forte, però, mette fuori causa Peretz che di testa non riesce a deviare in rete il pallone a un passo dalla porta rossonera.

 

La ripresa

 

 

In uscita dagli spogliatoi il Milan, pur allungandosi un po’ troppo tra le linee, riprova subito a prendere in mano il pallino del gioco e dopo meno di 5’ ritenta la sorte con una frustata dal limite di Tonali, che si spegne sul fondo. Ancor più ghiotta l’occasione capitata, dopo un paio di rapidi cambi di fronte, sui piedi di Diaz che al volo, tutto solo al centro dell’area, spara alto il pallone. Con il suo Venezia in difficoltà, Zanetti prova a cambiare passo inserendo Cerngoj ed Henry. Pioli risponde dall’altra parte gettando nella Saelemaekers, Tomori e Theo Hernandez. Le mosse del tecnico rossonero si rivelano azzeccate perché le nuove frecce esterne rossonere danno nuova linfa al gioco del Milan: proprio da un cross al volo dalla sinistra di Theo Hernandez, pescato dal cambio di gioco millimetrico di Bennacer, nasce al 68’ il vantaggio dei rossoneri griffato da Brahim Diaz che sulla linea di porta deve soltanto insaccare il pallone. L’1-0 apre tanti spazi tra le linee veneziane e scioglie le briglie dei rossoneri che al 78’ sfiorano il raddoppio con una staffilata su punizione di Theo Hernandez, neutralizzata dall’attento intervento di Maempaa. Il terzino francese si rifà però con gli interessi all’82’ quando, innescato dal suggerimento di un impeccabile Saelemaekers, infila nell’angolino alla sinistra della porta lagunare il mancino del definitivo 2-0. Non pago delle giocate fatte per i compagni, il belga, prima del triplice fischio finale, prova a mettersi anche in proprio, ma la gioia del gol in pieno recupero gli viene negata dall’ottimo intervento di Maempaa.

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