Stefano Pioli (ANSA)
Stefano Pioli (ANSA)

Milano, 12 dicembre 2020 – Chiuso al primo posto il girone H di Europa League, il Milan può concentrarsi sul campionato e sul tour de force (due turni infrasettimanali) che precede la pausa natalizia. Domani, infatti, i rossoneri sono attesi dal posticipo casalingo contro il Parma (calcio d’inizio domani sera alle 20.45 con diretta su Sky Calcio) che vengono da due risultati positivi: “Il Parma è una buona squadra, che ha ottime qualità in particolar modo in attacco. Ha la possibilità di metterci in difficoltà e per questo dovremo avere lucidità e prestare attenzione. Non bisognerà forzare le giocate, si dovrà cercare di aspettare il momento giusto per colpire ed essere bravi quando saremo senza palla”. L’importante sarà poi affrontare anche questo impegno senza guardare troppo alla classifica: “Dobbiamo guardare una tappa alla volta. Adesso c’è il Parma e poi il prossimo avversario. Stiamo scalando una vetta ripida e difficile. Siamo forti e lo abbiamo dimostrato in coppa e campionato, ma non dovremo cambiare atteggiamento e provare a fare più punti possibili per passare al meglio le festività”.

Il recupero degli infortunati, i singoli e il saluto a Paolo Rossi

Le note dolenti in vista di domani sono le assenze di Simon Kjaer e Zlatan Ibrahimovic, che però sono sulla via della completa guarigione: “I recuperi di Ibra e Kjaer procedono decisamente bene. Entrambi puntano ad essere presenti mercoledì contro il Genoa, ma noi non vogliamo rischiare nulla. Riaverli il prima possibile ma senza commettere errori che potrebbero costare cari”. Pienamente recuperato invece Ismael Bennacer: “Bennacer ha risolto il problema fisico che aveva ed è a disposizione, totalmente recuperato”. Il tecnico emiliano ha poi elogiato l’ottimo impatto in rossonero di Hauge: “Sta dimostrando di avere ottime qualità e sta dando una grossa mano alla squadra. Può ancora crescere e anche imparare i nostri metodi e la lingua italiana”. Carota e un pizzico di bastone invece per Leao: “E’ molto intelligente ma a volte non riesce a tirar fuori tutta l’energia che ha. Dovrebbe giocare come si fa da bambini in cortile”. Infine, un doveroso ricordo di Paolo Rossi: “Paolo è stato un grande compagno di squadra, un campione di normalità. L’essere normali è una grande qualità. La mia generazione è cresciuta con il Mondiale dell’82. Mancherà tanto ma sarà anche per sempre dentro di noi”.

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