Piatek in azione a Cesena
Piatek in azione a Cesena

Milano, 18 agosto 2019 - Lo 0-0 di Cesena con cui va in archivio il precampionato del Milan lascia più di una preoccupazione in casa rossonera in vista del debutto in campionato. Manca solo una settimana alla trasferta a Udine (ore 18) e la squadra di Marco Giampaolo è quanto mai un cantiere aperto. A non funzionare al Manuzzi è stata soprattutto la velocità della manovra, specie nella ripresa. La causa va ricondotta, oltre che all'intenso pressing dei padroni di casa, anche alle prestazioni non indimenticabili del centrocampo, formato nel primo tempo da Borini, Biglia e Calhanoglu, e di un Suso decisamente più in ombra rispetto alle precedenti uscite.

"Fisicamente è stata una partita dura, è chiaro che non possiamo essere brillantissimi, ma ci interessa poco esserlo nelle amichevoli. La gara ci dà spunti per capire dove migliorare, come lavorare meglio. Siamo particolarmente legati da tanti equilibri sottilissimi, che vanno assimilati, perfezionati e fatti capire a chi ha sostenuto solo due, tre allenamenti con noi", il pensiero di mister Giampaolo, che nella seconda frazione ha visto dei passi in avanti con l'inserimento di Paquetà al posto di Biglia e Calhanoglu spostato nel ruolo di playmaker. Del brasiliano ex Flamengo l'occasione migliore per il Milan, mentre nessuno squillo da registrare da parte di Piatek, a secco in questo precampionato.

"Ma non sono preoccupato - ha detto Giampaolo - Lui dai report che abbiamo ha un indice molto alto che consiste nella percezione della fatica, è quello che la sconta di più e che ci mette di più a smaltirla”. La fase realizzativa resta comunque uno dei problemi del Diavolo. I cinque gol messi a segno nelle sei amichevoli estive rappresentano un bottino su cui riflettere, in attesa del possibile arrivo di Angel Correa dall'Atletico Madrid. A Udine Castillejo e Leao si giocheranno il posto al fianco di Piatek, con lo spagnolo favorito, anche perché il brasiliano deve ancora inserirsi nel sistema di gioco rossonero. Lui ma non solo. "Leao l’ho allenato una volta sola, Bennacer mai. Kessiè due volte, Paquetà e Duarte (al debutto a Cesena) tre. Sono giocatori che hanno valore, ma che comunque in un pensiero collettivo non sanno nulla ancora perché non hanno lavorato da un mese con il resto del gruppo. Gli altri devono migliorare".

Insomma, quello che si presenterà alla Dacia Arena sarà un Milan con diversi punti interrogativi e al quale occorre tempo e pazienza per completare il processo di trasformazione iniziato poco più di un mese fa da Giampaolo.