Gattuso durante Milan-Atalanta
Gattuso durante Milan-Atalanta
Milano, 24 settembre 2018- Dopo la campagna acquisti estiva che aveva scatenato l'entusiasmo di tutti i tifosi, il Milan ha deluso tutte le aspettative in questo avvio di Serie A che non convince proprio nessuno. Una vittoria, una sconfitta e due pareggi nelle prime quattro partite di campionato sono un bottino troppo magro per una squadra che si preparava a tornare tra le grandi, aiutata dai giocatori giusti in campo e da uomini di grande esperienza in dirigenza.

Anche le statistiche condannano i rossoneri, calati nettamente rispetto all'avvio dello scorso campionato: un anno fa infatti, dopo quattro partite la squadra guidata allora da Vincenzo Montella aveva conquistato ben 9 punti, 4 in più di quelli raccolti da Rino Gattuso in queste prime apparizioni. È vero, nella passata stagione non c'era lo stress fisico e psicologico che comporta la preparazione delle partite di Europa League, ma una competizione in più non può giustificare una partenza così sottotono, inaspettata se si pensa che in estate proprio il Milan era stato additato dai più come anti-Juve.

E se Leonardo giustifica questa falsa partenza come una mancanza di personalità da parte della sua squadra, il giornalista di fede rossonera Carlo Pellegatti propone una visione totalmente diversa rispetto a quella del brasiliano: "quello che non va nel Milan di Gattuso è soprattutto un aspetto tattico. Il Milan cade sempre nelle stesse difficoltà quando le squadre avversarie cambiano il loro atteggiamento- dice attraverso il suo canale Youtube- Non è un problema di paura e di personalità, sono le squadre avversarie che cambiano atteggiamento, salgono, aggrediscono. Salgono attaccando il portatore di palla e qui il Milan non cambia nulla, prova ancora fraseggi, partenza controllata della palla quando gli spazi non ci sono. Subentra la paura, la confusione e il Milan sembra in totale balia degli avversari".

Terrore o mancanza di personalità, il Milan dovrà risolvere in fretta tutti i suoi problemi, prima di cadere troppo in basso in classifica e ritrovarsi ancora una volta a lottare fino alla fine per non perdere il suo posto in Europa.

ADA COTUGNO