Milano, 16 aprile 2018 - Gli scontri diretti con le squadre di alta classifica sono finiti e la stagione del Milan ha preso una direzione ben precisa: quella di doversi difendere senza poter più sognare in grande. Un mese esatto è passato dall'ultima vittoria in campionato, quella ottenuta contro il Chievo il 18 marzo scorso: da lì i poi non sono mancate le prestazioni ma i risultati.

Risultati che presi singolarmente non sono deludenti ma che risultano insufficienti in una rincorsa alla Champions League cominciata troppo tardi. Dopo quella partita a San Siro è arrivata la sconfitta con la Juventus, preventivabile ma che non ha migliorato la classifica nonostante la buona prova offerta in campo, e i tre pareggi che rimangono ancora in striscia aperta. Grande rammarico soprattutto per la partita con il Sassuolo dove era possibile ricavare di più; pochi rimpianti per le sfide a Inter e Napoli dove per quello che si è visto in campo i rossoneri difficilmente possono recriminare qualcosa.

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A pesare non sono certamente questi risultati ma ciò che ha portato a renderli così ininfluenti nella stagione rossonera, ossia il pessimo periodo tra ottobre e gennaio.

Arrivato a questo punto il Milan non si può nascondere e deve accettare l'idea che la rincorsa Champions è sostanzialmente finita a meno di miracoli. Il vero obiettivo stagionale rimane quello di vincere la Coppa Italia che regalerebbe un titolo per la seconda stagione consecutiva e renderebbe più dolce il quadro complessivo di un anno in cui si avevano determinate aspettative.

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Per il campionato però si devono fare piani differenti: la situazione attuale obbliga a tutelare l'attuale sesto posto: in caso di sconfitta in finale contro la Juventus in Coppa Italia infatti sarebbe necessario chiudere tra le prime sette in classifica per poter disputare le coppe anche nella prossima stagione, traguardo minimo per una squadra come il Milan che ha investito tanto nella scorsa estate.

Fiorentina e Atalanta sono rispettivamente a 2 e 4 punti e non possono essere sottovalutate in questo sprint per l'Europa League anche perché entrambe devono ancora giocare con i rossoneri in questo finale di campionato.