Paolo Maldini (ANSA)
Paolo Maldini (ANSA)

Milano, 26 dicembre 2020 – Il 2020 che si sta per chiudere è stato un anno a dir poco da incorniciare per il Milan, che ha iniziato un’inesorabile scalata, culminata nell’arrivo in vetta al campionato di Serie A, a suon di risultati convincenti e bel gioco. Parte del merito di questa rinascita rossonera va senza dubbio ascritto a Paolo Maldini che adesso si gode i frutti del lavoro di questi ultimi due anni, come spiegato in un’intervista a "Dribbling", su Rai 2: “Questo Milan mi rende felice per il suo gioco e il suo modo di essere e il suo coraggio. Sono caratteristiche che abbiamo chiesto ai nostri giocatori quando li abbiamo presi e a coloro che già c’erano nel 2018 quando sono arrivato”. La pazienza è stata un altro ingrediente del ritorno ai vertici del Milan: “Abbiamo saputo credere in ciò che abbiamo fatto e saputo aspettare i più giovani. La squadra aveva bisogno di ricostruire una base solida perché negli anni era cambiata e non riusciva a ripartire. Abbiamo portato avanti un discorso iniziato quando siamo arrivati. I giovani devono avere il giusto tempo per adattarsi. Il Milan chiede tanto e non è detto che un giovane che rende altrove riesca a farlo anche qui. Ci vuole tempo”.

Il figlio Daniel, Ibra, Pioli e il mercato

Tra i giovani più promettenti c’è sicuramente anche il figlio Daniel che ha così mantenuto intatto il fil rouge che unisce il rossonero alla famiglia Maldini: “Vive ancora con me e lo posso vedere tutti i giorni. A Milanello ci salutiamo normalmente, come accadeva con il mio papà. Il calcio è democratico: è qui perché merita di starci. Il fatto poi che questa dinastia continui è qualcosa di speciale. Io e mio padre abbiamo collezionato tanti successi e speriamo che anche per Daniel sia così”. Parole di grande elogio anche per Stefano Pioli: “Ha le caratteristiche di un grande allenatore. Con lui ho un rapporto molto diretto. Ci diciamo tutto, che è il segreto per avere buoni risultati”. Su Zlatan Ibrahimovic: “Prende tutto di petto. Si è arrabbiato quando si è rifatto male perché era vicino al ritorno in campo. Tutti possono soffrire di problemi muscolari. Chi ha avuto il Covid patisce anche gli impegni ravvicinati”. Inevitabile quindi una parentesi sul mercato che sta per cominciare: “Sarà un mercato creativo. Si andrà alla ricerca di qualche opportunità ma non stravolgeremo la squadra perché ha già dimostrato di essere competitiva”. Difficile che possa arrivare un vice-Ibrahimovic: “Abbiamo Ibra e tante alternative come Leao, Rebic e Colombo. Abbiamo una serie di giovani in cui crediamo, che hanno giocato e ora siamo primi”. Infine un auspicio per il nuovo anno: “Speriamo di tornare alla normalità. Comunque non dobbiamo smettere di sognare. Io sono pragmatico, ma i sogni a volte ti fanno raggiungere l’impensabile”.

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