Simone Inzaghi
Simone Inzaghi

Roma, 23 aprile 2019 – Ultimo allenamento prima della partenza per Milano. La Lazio mette alle spalle la pesante sconfitta di campionato contro il Chievo e volta pagina pensando alla Coppa Italia. In programma la semifinale di ritorno a San Siro, dopo lo 0-0 dell’andata. In palio c’è la finale contro la vincente di Atalanta-Fiorentina. Inzaghi si aspetta una reazione dai suoi ragazzi, in questi giorni sono andati in scena diversi colloqui con tutto il gruppo. “Se ne è parlato tanto della brutta figura di sabato. Domani ci giochiamo tanto, la partita sarà tiratissima. C’è l'intenzione di centrare la finale, cercheremo di far parlare il campo, ma c’è voglia di rivalsa”, le parole del tecnico biancoceleste intervenuto ai canali ufficiali della società. “Affrontiamo una grande squadra, lo abbiamo visto in questi anni, tutte le partite sono tirate. Bisogna essere bravi a fare una gara propositiva e indirizzare gli episodi a nostro favore. Ci giochiamo tanto”. Sulla formazione Inzaghi non si sbilancia, nonostante siano diverse le indicazioni che arrivano dal campo: “In due giorni abbiamo preparato bene la partita, vogliamo centrare la finale in 90 minuti, la vogliamo a tutti i costi. Mi porterò cambi importanti: sono fondamentali i calciatori titolari, ma anche chi subentrerà", ha concluso.

LE SCELTE – Sei cambi rispetto alla gara col Chievo. Inzaghi rivoluziona la sua Lazio, almeno in parte, e spera in uno scatto d’orgoglio dei suoi ragazzi. Difesa a tre con Luiz Felipe nel ruolo di centrale, Acerbi sul centro-sinistra (Radu è squalificato e infortunato) e Bastos sul centro-destra. In cabina di regia torna Lucas Leiva, ai suoi fianchi invece conferme per Milinkovic e Luis Alberto, espulsi con il Chievo e fermati per il prossimo turno di campionato dal giudice sportivo. Sugli esterni Lulic si riprenderà la corsia di sinistra, Romulo quella di destra. Davanti è pronto a tornare El Tucu Correa, alle spalle di Ciro Immobile. L’argentino si è ripreso dal problema alla caviglia, è in ballottaggio con Caicedo ma rimane comunque in vantaggio sull’ecuadoregno.