Zlatan Ibrahimovic (ANSA)
Zlatan Ibrahimovic (ANSA)

Milano, 25 novembre 2020 – Zlatan Ibrahimovic scalpita già per tornare a giocare. Il fuoriclasse del Milan – fresco vincitore del dodicesimo pallone d’oro svedese in carriera – era infatti già ieri in palestra a Milanello per cominciare le terapie di recupero dall’infortunio rimediato domenica a Napoli e oggi ha cercato attraverso Sport Bladet di rassicurare i tifosi sulle sue condizioni: “Non è nulla di serio. Uno stop di una o due settimane al massimo”. Ibra ha poi ripercorso le fasi che lo hanno riportato in rossonero: “Quando il Milan ha perso nettamente contro l’Atalanta mi hanno chiamato e mi sono chiesto dove potessi avere la massima scarica di adrenalina. Ogni giorno ci alziamo con forti dolori al corpo, ma devi comunque andare in palestra per sentirti in forma. Per affrontare tutto questo devi avere l’adrenalina dentro e avere grandi obiettivi e motivazioni. Nel mio caso non è un contratto e allora ho chiesto al mio agente Mino Raiola chi avesse più bisogno e lui mi ha risposto che solo io avrei potuto riportare il Milan ai fasti di un tempo”. Determinante quindi il contributo del suo fido agente: “Terminata l’esperienza in USA volevo iniziare un nuovo capitolo della mia vita e stare di più con i miei figli e la mia famiglia ma Mino mi ha detto che avrei dovuto chiudere in Europa per dimostrare di essere ancora di alto livello”.

Il Bologna, la nazionale svedese e l’esperienza del coronavirus

In ballo c’era però anche un’offerta del Bologna dell’amico Sinisa Mihajlovic: “Quando si è ammalato ci siamo sentiti e mi ha chiesto di andare al Bologna. Gli ho risposto che sarei andato anche gratis, ma con onestà gli ho anche detto che non ero lo Zlatan di dieci anni fa. Poi è arrivata la proposta del Milan…”. Lo sguardo di Ibra si è poi spostato sulla nazionale: “La nazionale ovviamente mi manca la nazionale e vorrei tanto vedere la Friends Arena gremita e con la maglia gialla”. Il fuoriclasse rossonero ha quindi parlato dell’esperienza del coronavirus: “L’ho preso in forma leggera. Dopo alcuni giorni ho iniziato ad avere dolori alla testa, ma non capivo se fossero generati dal fatto di essere chiuso in casa e ripetere sempre le stesse azioni. Poi è arrivato il mal di schiena: durante la notte mi svegliavo e dovevo prendere le pillole per far passare il dolore. Infine ho iniziato a non sentire più i sapori del cibo. Ho ricominciato ad allenarmi dopo una settimana perché prima non ci riuscivo visto che mi stancavo subito. Il covid è una seccatura ma dobbiamo continuare a vivere”. Ibra infine ha tessuto le lodi del giovane Emil Roback, classe 2004 acquistato in estate dal Milan: “E’ un giocatore di un livello superiore, il futuro del calcio svedese”.