La gioia di Saelemaekers dopo il gol (Ansa)
La gioia di Saelemaekers dopo il gol (Ansa)

Milano, 13 gennaio 2022 – Il Milan sgambetta 3-1 il Genoa e si prende il pass per l’accesso ai quarti di finale di Coppa Italia. Un passivo finale che è però forse fin troppo ingeneroso nei confronti della squadra dell’indimenticata bandiera rossonera Andriy Shevchenko – il quale ora, con quello che sarebbe un beffardo scherzo del destino, rischia di perdere la titolarità della panchina rossoblu –, che anche grazie al passaggio al 4-3-3 è riuscita a passare in vantaggio al 17’ con Ostigard ma soprattutto a tenere in scacco con coraggio i rossoneri per 60’. A cambiare volto alla partita del Milan sono stati i cambi di Pioli e in particolare l’ingresso di Leao che con le sue straripanti accelerazioni ha messo il motorino alla fascia sinistra del Milan che ha pareggiato i conti al 73’ con il colpo di testa di Giroud e messo la freccia del sorpasso con il tiro-cross tanto bello quanto fortunoso di Leao al 102’, per poi chiudere i conti con il definitivo 3-1 di Saelemaekers. L’unica nota stonata della serata del Milan è l’infortunio al ginocchio sinistro occorso al 23’ a Tomori che proprio oggi rientrava dopo aver sconfitto il Covid.

Le scelte degli allenatori

Pioli fa un po’ di turnover ma non rinuncia al suo 4-2-3-1 ritrovando Tomori nel pacchetto difensivo davanti a Maignan. L’inglese fa reparto con Kalulu – schierato a destra – Gabbia e Theo Hernandez che anche oggi porta la fascia di capitano sul braccio. In mediana c’è Krunic al fianco di Tonali mentre sulla trequarti Messias, Maldini e Rebic agiscono a supporto di Giroud e non di Leao come sembrava inizialmente. Con le spalle al muro, l’ex rossonero Shevchenko (acclamato e osannato dal pubblico di San Siro) si gioca invece il tutto per tutto passando dal 3-5-2 a un più offensivo 4-3-3: nella linea difensiva che protegge il portiere Semper ci sono Hefti, Vanheusden, Ostigard e Vásquez. Portanova, Badelj e Melegoni compongono invece il terzetto di centrocampo mentre il tridente d’attacco rossoblu è formato da Ekuban, Yeboah e Caicedo.
 

Primo tempo

L’abbrivio iniziale è decisamente di marca rossonera: dopo appena 3’ Daniel Maldini si fa vedere dalle parti di Semper con una percussione centrale e un tiro che viene deviato in corner. Proprio dagli sviluppi di un angolo, pochi istanti più tardi, nasce un’altra e ancor più ghiotta occasione da rete rossonera, firmata da Krunic che con una spizzata di testa manda la palla sulla parte alta della traversa della porta genoana al culmine di un corner. L’impeto milanista si affievolisce però ben presto e il Genoa che, anche grazie al nuovo assetto più offensivo, rialza ben presto la testa e con coraggio rintuzza ogni iniziativa milanista, passando addirittura in vantaggio al 16’ con Ostigard che, sugli sviluppi dell’angolo battuto da Portanova, elude la marcatura non certo impeccabile di Theo Hernandez e di testa insacca lo 0-1 rossoblu. Come se non bastasse, al 23’, piove sul bagnato per gli uomini di Pioli perché Tomori è costretto a chiamare il cambio e a lasciare il posto a Florenzi per un problema al ginocchio sinistro.

L’ex Roma si prende la sua fascia destra facendo scalare al centro, al fianco di Gabbia, Kalulu. I rossoneri sono scossi e soffrono le situazioni da palla inattiva, rischiando qualcosa di troppo anche quando Yeboah, sempre su corner, ruba il tempo in uscita a Maignan ma non inquadra di un soffio la porta milanista. Nel quarto d’ora finale i ritmi si alzano e arrivano anche tanti errori di precisione da una parte e dall’altra: l’ultima e più ghiotta occasione capita sui piedi di Manolo Portanova che, su cross basso dal fondo di Ekuban, dà l’illusione del gol al pubblico do San Siro calciando la palla sul fondo di un soffio.
 


Secondo tempo

Il copione non cambia nelle prime battute della ripresa quando il Genoa sfiora ancora ancora il raddoppio: Yeboah si rende protagonista di una straordinaria percussione in area e poi tenta di servire Portanova che da ottima posizione non calcia bene il pallone. La risposta del Milan questa volta è concreta e porta la firma di Giroud che di testa al 48’ costringe Semper al suo primo, provvidenziale intervento della serata. Il Milan prende fiducia e comincia a premere alla ricerca del pari e allora Pioli, per far cambiare definitivamente passo ai suoi, prova a giocarsi la carta del triplo cambio inserendo Bakayoko, Diaz e Leao al posto di Krunic, Maldini e Rebic. Dall’altra parte Shevchenko risponde con l’inserimento dell’ex rossonero Destro al posto di Caicedo. Il portoghese prende subito possesso della parte alta della fascia sinistra rossonera con le sue progressioni devastanti e, dopo aver fatto ammonire Hefti, al 67’ con un traversone preciso serve Messias che però in stacco non riesce a dare forza e precisione alla palla. Gli sforzi rossoneri vengono però premiati al 74’ quando Theo Hernandez serve un cross al bacio per Giroud che dal centro dell’area insacca l’1-1 con un bellissimo e precisissimo colpo di testa. La manovra rossonera riprende di colpo grande fiducia e vigore e al 77’ sull’asse Leao-Giroud il Milan arriva a un passo dal sorpasso con il francese che questa volta, sempre con una zuccata, non inquadra lo specchio della porta rossoblu.

Sono ormai sciolte le briglie dei rossoneri che sulla corsia mancina sfondano con facilità ma non riescono a centrare la zampata del sorpasso prima del triplice fischio di Aureliano che decreta i tempi supplementari. E’ ancora Leao all’alba del primo supplementare a rendersi estremamente pericoloso con un destro che Semper riesce a deviare in corner grazie ad un grande intervento. Pochi istanti più tardi è invece Tonali a sfiorare il raddoppio milanista con una frustata che sfiora l’incrocio dei pali. Preludio al gol del raddoppio milanista che porta la firma di Leao che rimedia all’errore precedente e al 102’ griffa il 2-1 con una magia aiutata anche da un po’ di fortuna: nel tentativo di crossare al centro, infatti, il classe 1999 insacca il pallone all’incrocio dei pali. Finito sotto nel risultato, il Genoa non accenna comunque ad arrendersi e all’alba del secondo supplementari tentare di pareggiare i conti con Ostegard che sfiora la doppietta personale con una sciabolata dalla distanza. Ancor più pericoloso il tiro di Ghiglione che risponde alla precedente occasione di Brahim Diaz – ottimamente servito da Saelemaekers – e scalda i guanti di Maignan costretto a deviare in corner. Errori che costano cari al “Grifone” che al 112’ capitolano definitivamente quando, sugli sviluppi di una ripartenza, Theo Hernandez serve con un rasoterra Saelemaekers che questa volta dal cuore dell’area genoana non può sbagliare e mette a segno il definitivo 3-1. Nella passerella finale, nello scacchiere rossonero, c’è spazio anche per il giovanissimo Roback che si mette in mostra con un paio di colpi notevoli.

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