Stefano Pioli (LaPresse)
Stefano Pioli (LaPresse)

Milano, 21 febbraio 2020 – Giocherà per così dire d’anticipo il Milan che domani sera alle 20.45 sarà di scena all’Artemio Franchi per affrontare la Fiorentina. Non una gara come le altre per mister Stefano Pioli che ha allenato in viola prima di approdare a Milanello vivendo peraltro in prima persona il dramma della prematura scomparsa di Davide Astori con cui aveva un forte legame: “Sarà una forte emozione per tutto ciò che abbiamo vissuto a Firenze – spiega l’allenatore del Milan – e per tutti quelli con cui abbiamo lavorato. Purtroppo abbiamo vissuto anche una tragedia che però abbiamo provato a trasformare in positività, nel ricordo dei valori che Davide ci ha trasmesso. Non avrei mai voluto trovarmi in quella situazione che però mi ha fatto diventare un uomo e un allenatore migliore”. Lo sguardo di Pioli si è poi spostato sul campo: “Ci aspetta una gara non semplice e dovremo avere fiducia nei nostri mezzi. Da quando hanno cambiato proprietà c’è più fiducia e convinzione a Firenze”.

A rendere un po’ più arduo il compito del Milan c’è un’infermeria piuttosto affollata. All’appello, oltre ai lungodegenti Biglia e Duarte, mancheranno infatti anche Krunic, Saelemaekers e Kjaer. Nonostante questo Pioli crede fortemente nei mezzi della propria squadra: “Mancheranno quattro giocatori ma il resto della squadra sta bene e lavora bene. Vedo gente che sorride in un buon clima. Quando lavori bene poi i risultati arrivano ma abbiamo ancora bisogno di migliorare in classifica. Serviranno fiducia e attenzione contro la Fiorentina che ci metterà in difficoltà”. Infine l’allenatore rossonero ha poi voluto smontare il cosiddetto “caso Musacchio” e il presunto diverbio tra Ibrahimovic e Paquetà e inoltre ha parlato anche delle voci sul suo futuro: “Non c’è nessun caso Musacchio, ha solo avvertito un indurimento muscolare che aveva già avvertito in precedenza. Se si fosse rifiutato d’entrare non lo avrei convocato. Nulla di vero anche tra Ibrahimovic e Paquetà. In allenamento succede che qualcuno inciti i compagni. Non creiamo casi che non ci sono. Per quanto riguarda il mio futuro fa piacere che il lavoro che stiamo facendo sia valutato positivamente. Nessuno merita la conferma a prescindere. Dobbiamo solo fare bene ogni domenica. Non posso ogni volta stare dietro alle voci. Penso al presente e a fare il massimo, poi vedremo”.