Davide Calabria (ANSA)
Davide Calabria (ANSA)

Milano, 19 marzo 2021 – Nella sconfitta di San Siro costata al Milan l’eliminazione dall’Europa League a pesare senza dubbio sono state anche le tante assenze con le quali Pioli ha ancora una volta dovuto fare i conti: all’appello mancavano infatti Romagnoli, Leao, Rebic (problemi muscolari per il capitano e il portoghese all’anca per il croato) e Davide Calabria che proprio nel match d’andata contro lo United ha rimediato una lieve lesione del menisco mediale del ginocchio destro. Il laterale classe 1996 è stato operato proprio oggi in artroscopia e, stando a quanto fatto sapere dal club rossonero, l’intervento è perfettamente riuscito. Per lui, però, ora si prospetta uno stop di almeno un mese: “AC Milan – si legge infatti nella nota del club di via Aldo Rossi – comunica che Davide Calabria è stato operato per risolvere la lesione del menisco mediale del ginocchio destro. L'intervento in artroscopia, effettuato presso la clinica La Madonnina dal Dottor Roberto Pozzoni alla presenza del responsabile sanitario rossonero Stefano Mazzoni, è perfettamente riuscito. I tempi di recupero sono stimati in 30 giorni”.

Ibra non molla lo scudetto e suona la carica

In casa Milan nel frattempo si pensa già al futuro e il primo a suonare la carica e Zlatan Ibrahimovic che nel post partita di ieri sera non ha nascosto la delusione per l’eliminazione ma al tempo stesso ha tenuto alta l’asticella degli obiettivi stagionali: “Mi sembra normale che ci sia un po’ di delusione anche perché abbiamo fatto bene nelle due partite e abbiamo subito un gol dopo uno dei pochi errori commessi. Sicuramente avremmo però dovuto sfruttare meglio le occasioni. Dobbiamo tornare più forti e imparare dagli errori commessi. Già da domenica si tornerà a giocare per vincere. Io voglio giocare per vincere, sono qui per questo. Siamo secondi e dobbiamo cercare di vincere il campionato. Se poi dovessimo arrivare in Champions sarebbe bello ma l’obiettivo primario resta vincere un trofeo”. Le assenze non devono essere un alibi: “Non bisogna avere scuse. Siamo in 24 e tutti siamo pronti per giocare. Il momento è intenso ma ognuno deve prendersi responsabilità. Scendiamo in campo per dare il massimo”.