Dries Mertens (Ansa)
Dries Mertens (Ansa)

Napoli, 9 settembre 2020 - Reinventarsi a 33 anni e nonostante il titolo in cassaforte di migliore marcatore di sempre del club nel quale si milita: la storia è quella di Dries Mertens, uno che a Napoli ha ricoperto praticamente quasi tutti i ruoli dell'attacco. Quel "quasi" sta per essere depennato dall'ultima idea di Gennaro Gattuso: spostare il belga alle spalle della prima punta.

Più che idea è un'esigenza, ovvero quella di non sprecare alcuna cartuccia del pacchetto offensivo azzurro: né l'esperienza di "Ciro" né la freschezza dell'ultimo arrivato Victor Osimhen, che sarà senza alcun dubbio il perno dell'intero reparto, un privilegio guadagnato sul campo negli ottimi primi sprazzi ammirati a Castel di Sangro, oltre che per tutelare l'investimento monstre effettuato da Aurelio De Laurentiis. Insomma, impossibile lasciare in panchina gli 80 milioni di valore del nigeriano ma anche i 125 gol siglati da Mertens nei 7 anni trascorsi all'ombra del Vesuvio. La soluzione è presto detta: dentro sia Osimhen sia Mertens, che però nel 4-2-3-1 in cantiere dovrà arretrare di qualche metro la sua posizione. Difficile che dal diretto interessato arrivino obiezioni: a parlare sono le recenti prove con la maglia del Belgio, con il capocannoniere della storia del Napoli impegnato a coprire la zona destra del campo. E con estremo profitto, soprattutto in fase offensiva: Mertens ha segnato, sfornato assist e, in generale, è stato nel vivo di ogni manovra d'attacco. Insomma, ordinaria amministrazione per un giocatore che di ordinario ha ben poco.

Il dettaglio non è sfuggito a Gattuso che, viste le difficoltà sul mercato, pensa proprio al numero 14 come possibile erede di José Callejon. Già, perché intanto il grave infortunio occorso a Nicolò Zaniolo ha tolto (momentaneamente?) Cengiz Under dalla lista dei partenti della Roma e per l'altra opzione Jeremie Boga la concorrenza aumenta giorno dopo giorno. Da qui la virata sulla soluzione interna: Mertens allargato sulla fascia pronto però a rientrare in prossimità di quella porta che ha dimostrato di saper bucare bene da ogni zona del campo. Del resto l'intesa con Osimhen è apparsa già a buoni livelli nelle sgambate di Castel di Sangro e di quella con Lorenzo Insigne non c'è bisogno neanche di parlarne. E' un po' l'emblema del Napoli in cantiere, diviso tra il vecchio e il nuovo, con il sergente di ferro Gattuso come garanzia in panchina e il veterano Mertens come collante in campo: poco importa in quale zona di preciso.