Quando Diego Armando Maradona arrivò a Napoli (1984) fu accolto in un San Paolo pieno: con la sciarpa azzurra al collo calciò un pallone verso la tribuna piena di entusiasmo e venne giù il cielo. Un cruccio però attanagliava i napoletani, che si armarono di coraggio per cercare avi campani del Pibe de Oro. Ufficialmente nessuno li ha mai scovati, ma anche Diego non chiuse, ruffianamente, la porta a una possibile sua origine del Sud Italia. "Chissà...", chiosò ammiccante. Il Comune di Boscoreale si offrì di individuare i bisnonni di Maradona in due emigranti di fine Ottocento che di cognome facevano Madonna. Si inventarono la traslitterazione in Marona e poi Maradona, un errore dell’anagrafe. Di sicuro, da parte di mamma Dalma qualcosa esiste, anche in questo quadrisnonni di Diego che di cognome facevano Franco. Ma forse anche questa è leggenda.

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Non è leggenda la nascita a Lanus, nel quartiere degradato di Villa Fiorito, mezzora dallo stadio che ha visto crescere il dio del calcio, quello dell’Argentinos Junior, da cui Diego arrivò poi al Boca Junior prima di sbarcare in Europa, al Barcellona poi al Napoli e al Siviglia; infine il ritorno in patria, al Newell’s Old Boy. Lanus è una periferia meridionale della Grande Buenos Aires e fa parte dell’area metropolitana della capitale. Ha comunque 220mila abitanti e molti sono emigranti italiani, impiegati nelle fabbriche della zona o nell’allevamento e nell’agricoltura. Diego aveva un padre che gestiva una squadra giovanile, la Estrella Roja, stella rossa, e a otto anni mostrava già di che pasta era fatto. Nella sua povera città aveva fatto amicizia con un ragazzo vicino di casa anch’egli calciatore, Goyo Carrizo, che rispetto a Diego era meno modesto: fu Goyo a convincere Diego a partecipare alle selezioni per le giovanili dell’Argentinos Junior. Il provino andò a meraviglia e i due ragazzi di Lanus a dieci anni furono ingaggiati per le giovanili della squadra biancorossa, una cantera dal nome particolare: le Cipolline. Tale Carnejo, l’allenatore, pensava che Maradona fosse più grande dei suoi dieci anni visto come sapeva già calciare il pallone. Cedette solo davanti al certificato di nascita: 1960. Era il 5 dicembre 1970. Da allora una carriera stupefacente, come purtroppo per gli stupefacenti ebbe un’ingloriosa fine. Comunque Diego e Goyo erano la coppia perfetta e le Cipolline vinsero 136 partite di fila.

Era nato il Maradona meglio ‘e Pelè', un mito in vita abituato a muoversi fra i miti, soprattutto della sinistra: ha scelto di morire lo stesso giorno in cui, quattro anni fa, è morto il suo amico del cuore e del comunismo, Fidel Castro.

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