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Maradona riparte dalla serie B in Messico. "Qui per lavorare"

El Pibe de Oro ha diretto il suo primo allenamento come tecnico del Dorados di Sinaloa. "Con le droghe ho chiuso 15 anni fa"

Ultimo aggiornamento il 11 settembre 2018 alle 13:32
Maradona dirige il suo primo allenamento dei Dorados (Ansa)

Città del Messico, 11 settembre 2018 - Diego Maradona riparte dal Messico. El Pibe de Oro ha cominciato la sua nuova avventura professionale come tecnico del Dorados di Sinaloa, squadra di Culiacán che milita in serie B (è al terzultimo posto dopo sei gare), dirigendo il suo primo allenamento ed esibendosi anche in un breve balletto. 

"Sono venuto qui a lavorare, a lasciarvi il mio cuore", ha assicurato in una conferenza stampa, durante la quale ha quasi pianto per l'emozione. "Con i miei collaboratori non siamo venuti né in vacanza, né a passeggio. Siamo venuti a lavorare, a dare una mano ai giocatori, ma abbiamo bisogno che la gente stia dalla nostra parte. E sarà difficile batterci".

Alla sesta esperienza come allenatore (Deportivo Mandiyù, Racing, Argentina, Al Wasl e Al Fujairah le precedenti), Maradona ha subito voluto rassicurare la stampa locale. "E' da quando ho smesso con le droghe 15 anni fa, grazie alle mie figlie, che dicono che non avrei fatto più nulla nella mia vita ma voglio dare al Dorados quello che mi sono perso quando ero malato. Oggi voglio vedere il sole, andare a letto la sera. Prima non sapevo nemmeno cosa fosse un cuscino. Non sono venuto qui in vacanza, sono qui per lavorare e faremo bene: ho 57 anni e mi assumo questa responsabilita' come un padre che tiene in braccio il figlio".

Fiduciosi nelle doti nazionale argentino e attaccante del Napoli, i dirigenti avrebbero stanziato, secondo indiscrezioni, uno stipendio mensile di 150.000 dollari, per un contratto che durerà undici mesi. E Maradona ha mollato i bielorussi della Dinamo Brest, che gli offrivano presidenza e panchina, pur di sbarcare in Messico. "Penso di rimanere a lungo qui" - ha aggiunto - anche perché "ora per raggiungere la mia famiglia non ho più bisogno di un volo di 24 ore, me ne bastano 10". 

Maradona ha anche confessato di aver rinunciato ad altre proposte importanti, nel calcio argentino e non solo: "Maduro mi ha offerto la panchina del Venezuela, Evo (Morales, ndr) quella della Bolivia e verrà il momento in cui accetterò perché mi stanno facendo una testa coì' ma adesso sento ancora la voglia di calcare il campo". 

L'arrivo del Pibe de Oro ha galvanizzato i tifosi. "E se il pubblico è con noi, sarà difficile batterci - ha detto ancora il neo allenatore -. Le partite si vincono poi sul campo, col sacrificio dei giocatori durante tutta la settimana. Qui, se non me lo dice il medico, non ci sono infortunati e va in campo chi sta meglio".

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