Gianluca Mancini (Ansa)
Gianluca Mancini (Ansa)

Roma, 4 novembre 2020 - Ormai titolarissimo della Roma e nel giro della Nazionale, Gianluca Mancini si è raccontato attraverso i canali ufficiali del proprio club. Il difensore centrale giallorosso ha fatto conoscere la sua storia attraverso una bella intervista personale. 

"Ho iniziato nella squadra del mio paese a 7 anni, un po’ tardi perché mio padre non voleva farmi iniziare, diceva che ero sempre piccolo. Un allenatore mi vide ad una festa e conoscendo i miei genitori li invitò a portarmi al centro sportivo della squadra del paese" ha detto al canale ufficiale della Roma. "Ho fatto due anni lì con gli amici di scuola e del campetto. Dopo due anni un osservatore della Fiorentina del mio paese mi ha visto giocare e mi ha portato a Firenze. Ho fatto tutta la trafila nel settore giovanile della Fiorentina. Dopo aver finito il settore giovanile ho iniziato a Perugia, poi due anni a Bergamo e ora sono qua. Devi rinunciare a tante cose ma se hai un obiettivo e vuoi raggiungerlo si può fare” aggiunge Mancini.

Scaramanzia

Non poteva mancare nella sua vita da calciatore un oggetto portafortuna. “Ho nello zaino un bigliettino fatto da mia moglie ai tempi del primo anno dell’Atalanta, il mio primo anno in Serie A. Prima della Nazionale Under 21 mi fece trovare la lettera nello zaino, fu un gesto molto carino ed è sempre rimasto lì, perché da quel bigliettino sono successe delle cose positive”.

I ricordi dell'esordio e il futuro

La prima da titolare con la Roma fu un derby contro la Lazio. "Un’emozione stupenda. Quando ho firmato con la Roma, la prima cosa che ho pensato è stata: Roma è una città bellissima, una squadra importante e il derby dalla televisione l’ho sempre visto come una partita stupenda, molto caloroso e sentito. Il mister mi schierò titolare, mi ricordo dopo la partita l’emozione era a mille, anche se la pareggiammo, da parte mia è stato molto emozionante”.

Infine ciò che si augura per il futuro. “A 24 anni ho ancora un mondo da scoprire, sia a livello umano che calcistico. Ho realizzato il mio sogno nel cassetto, ma quel cassetto è sempre aperto, perché deve durare ancora per migliorarmi e arrivare un giorno ad essere un bravo calciatore, un bravo papà, un bravo marito” ha concluso Gianluca Mancini.

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