Il futuro di Paolo Maldini sembra sempre più lontano dal Milan
Il futuro di Paolo Maldini sembra sempre più lontano dal Milan

Milano, 11maggio 2020 - Red Bull ti tarpa le ali. Nel Milan che verrà, difficilmente vedremo ancora Paolo Maldini. Il direttore tecnico rossonero a fine stagione dovrebbe lasciare il posto a Ralf Rangnick, tedesco, 61 anni, visionario della Bundesliga, manager alla Wenger. Il responsabile dell'area calcistica del gruppo Red Bull (Lipsia e Salisburgo, su tutte) è il profilo ricercato dall'ad Ivan Gazidis, sintesi tra campo e scrivania, nell'idea di Elliott di un club come azienda sostenibile e virtuosa, declinata al futuro e chiusa al passato (nel senso di bandiere o giocatori ultra-trentenni). 

Maldini se ne andrà, ma lo farà alla Maldini, a testa alta. E in questo senso vanno lette le parole rilasciate oggi all'Ansa. "Avrei un consiglio per lui: prima di imparare l'italiano dovrebbe dare una ripassata ai concetti generali del rispetto". Maldini non ha gradito le dichiarazioni fatte da Rangnick ieri alla Bild, in cui il manager tedesco diceva di "non poter escludere completamente" un suo sbarco a Milano, aggiungendo che il club rossonero "mi ha chiesto disponibilità, così ho informato la Red Bull e ci sono stati colloqui con il mio agente". 

Parole giudicate dal direttore tecnico rossonero "un'invasione di campo", "essendoci dei colleghi che, malgrado le tante difficoltà del momento, stanno cercando di finire la stagione in modo molto professionale, anteponendo il bene del Milan al proprio orgoglio". Orgoglio è stata la parola-chiave nell'addio di Zvonimir Boban, che con Maldini aveva avuto da Elliott l'incarico in estate di guidare una rifondazione, naufragata poi sugli scogli dell'infelice parentesi Giampaolo. L'arrivo di Pioli e Ibrahimovic avevano raddrizzato la rotta, ma a marzo Boban rompe con Gazidis proprio sulla questione Rangnick ("hanno un accordo da dicembre", dice alla Gazzetta). Il croato licenziato, nuova rivoluzione all'orizzonte che sembrava dovesse inghiottire subito lo stesso Maldini: invece lui e il ds Massara sono rimasti a bordo - complice anche il caos generato dall'emergenza Covid - appunto per il bene del club anteposto alle ragioni personali.

"Non avendo mai parlato con Rangnick - dichiara Maldini - non capisco su quali basi vertano le sue dichiarazioni, anche perché dalla proprietà non mi è mai stato detto nulla". E' chiaro in queste parole, però, come l'ex capitano stia accusando Gazidis ed è altrettanto chiaro come la storia con il Diavolo sia destinata a finire. Un epilogo già anticipato a febbraio, quando, con i rumors sempre più insistenti, Paolo aveva definito quello del tedesco "un profilo non adatto al Milan". Ma evidentemente il più adatto secondo Elliott.