Romelu Lukaku
Romelu Lukaku

Milano, 24 gennaio 2020 - Sul fatto che Romelu Lukaku sia uno dei grandi protagonisti della stagione dell'Inter, non esistono grossi dubbi. Ci sono soprattutto i numeri a testimoniare la bontà del rendimento dell'attaccante classe '93: praticamente sempre titolare nelle 25 partite disputate finora, l'ex Manchester United ha messo a segno 18 gol fra campionato, Champions League e Coppa Italia. Un impatto devastante con la serie A e con l'ambiente nerazzurro, che se ne è rapidamente innamorato. Chi lo stimava da molto prima è Antonio Conte, che la scorsa estate ha spinto perché la dirigenza lo accontentasse nel portare a Milano il belga, diventato l'acquisto più oneroso nella storia della Beneamata (75 milioni di euro, bonus compresi). 

Un investimento che sta rendendo felice sia l'Inter, sia il giocatore. "È stato difficile per me dal punto di vista professionale, perché le cose non andavano come volevo a Manchester. Ho dovuto trovare dentro di me ciò che mancava, quindi ho capito che era il momento di cambiare ambiente. Avevo preso la mia decisione intorno a marzo: credo che separarsi sia stata la cosa giusta per entrambe le parti - racconta Lukaku in un'intervista a Sky Sports - All'Inter siamo concentrati perché l’allenatore è motivato e incoraggia tutti. Quando sono arrivato, nelle prime sessioni di allenamento, non ero abituato al lavoro fisico ma nessuno si lamentava e per me è stato qualcosa di speciale. I risultati si vedono in campo, dato che siamo la squadra che corre di più". 

Il rapporto fra Conte e Lukaku sembra speciale visto da fuori e la conferma si trova nelle parole della punta nerazzurra. "Ti dice in faccia se stai facendo bene o male. Ricordo una delle mie prime partite in Champions League contro la Slavia Praga, nella quale avevo giocato davvero male. E lui mi rimproverò di fronte a tutta la squadra - racconta il numero 9 dell'Inter - Non mi era mai successo in carriera: mi disse che mi avrebbe cambiato dopo cinque minuti se avessi continuato così. Poi ho sfoggiato una delle mie migliori prove nel derby. Conte ha rafforzato la mia fiducia e mi ha svegliato allo stesso tempo. Lo fa con tutti, non importa chi sei. Tutti sono uguali: lavori sodo e hai la possibilità di scendere in campo. E se non fai quello che dice, non giochi".