Hirving Lozano (Ansa)
Hirving Lozano (Ansa)

Napoli, 24 settembre 2020 - I riflettori puntati su Victor Osimhen hanno offuscato il buon inizio di campionato di un giocatore che un anno fa, a quest'ora, si trovava nella stessa posizione del nigeriano: sulla bocca di tutti, salvo poi deludere le aspettative. La musica sembra però cambiata per Hirving Lozano, che a Parma è stato tra i migliori in campo, risultando determinante nella vittoria del Napoli.

Al Tardini il messicano è stato schierato sull'out destro, quello rimasto vacante dopo l'addio di José Maria Callejon e i feedback ricevuti da Gennaro Gattuso sono stati ottimi. Proprio il tecnico calabrese c'entra tanto con la rinascita del Chucky, prima pungolato, con tanto di mancata convocazione punitiva nella scorsa stagione e poi tolto dal mercato dopo un'estate nel segno del lavoro per colmare lacune non da poco: su tutte, la scarsa propensione a rientrare per fornire le giuste garanzie in entrambe le fasi, un ingrediente fondamentale nell'economia del gioco di Ringhio. Di certo non immediatamente, ma Lozano ha risposto presente, aiutato anche dalla contemporanea crescita dell'intera squadra che un anno fa, di questi tempi, cominciava a entrare in un tunnel che avrebbe condotto prima all'ammutinamento e poi all'esonero di Carlo Ancelotti. L'avvento in panchina di Gattuso non ha aiutato il messicano, non esattamente dotato delle caratteristiche che piacciono all'ex allenatore del Milan. Eppure, pian piano colui che fino a pochi mesi fa deteneva il titolo di giocatore più caro della storia del Napoli ha scalato posizioni agli occhi di Ringhio, presentandosi tirato a lucido dopo il lockdown con tanto di goal al nuovo esordio contro il Verona.

Poi, come già accaduto nell'avventura partenopea di Lozano, dopo la gioia del debutto, la sua specialità, arriva un altro periodo no: era stato così alla prima contro la Juventus e il copione si è ripetuto all'indomani del successo del Bentegodi. La breve pausa tra una stagione e l'altra ha però portato due buone notizie a Lozano: la partenza di Callejon, che ha lasciato un vuoto a destra e la rinnovata fiducia di Gattuso, che intanto nel suo esterno osservava una progressiva crescita in particolare in fase difensiva. Insomma, il Chucky non sarà il fenomeno dipinto con troppo ottimismo un anno fa ma non è neanche un brocco incapace di saltare l'uomo o bravo solo a cadere al minimo contatto: la prova è arrivata al Tardini e il diretto interessato promette stavolta di non calare dopo l'ennesimo esordio positivo.