Hirving Lozano (Ansa)
Hirving Lozano (Ansa)

Napoli, 8 febbraio 2020 - Proprio nel momento in cui la squadra rinasce, emerge con ancora più forza l'estraneità al progetto di Hirving Lozano, che nei prossimi mesi rischia di giocarsi già la permanenza al Napoli.

CAMBIO DI CORSIA - Nonostante il corposo investimento operato l'estate scorsa da Aurelio De Laurentiis, che ha sborsato 42 milioni per il messicano, diventato così l'acquisto più oneroso della storia del club partenopeo, il futuro è infatti tutto da scrivere. Voglia di rilancio e sirene di mercato: sono queste le due tendenze estreme che assillano i pensieri del quartier generale di Castel Volturno e dello stesso Rino Gattuso, che per il classe '95 sta pensando anche a un correttivo tattico. Prevalentemente esterno destro, Lozano potrebbe essere dirottato a sinistra per espressa volontà del tecnico calabrese, col quale finora il rapporto è stato ai minimi storici sia in campo sia fuori. In questo modo Gattuso garantirebbe una copertura perfettamente simmetrica per entrambe le fasce. L'approdo all'ombra del Vesuvio di Matteo Politano ha infatti completato una batteria già molto ricca: l'ex Inter si candida a diventare l'erede, magari fin da subito, di José Maria Callejon, mentre sull'out mancino Lozano potrebbe diventare l'alternativa di lusso a Lorenzo Insigne. Il problema per l'ex PSV è che il capitano sta vivendo una fase di estrema brillantezza sul rettangolo verde e anche fuori, come testimonia il mea culpa recitato nei giorni scorsi con riferimento al noto ammutinamento di novembre che ha scombinato i piani dell'intera stagione. Un atto forse tardivo ma non scontato, specialmente per un giocatore spesso in rotta con il San Paolo e con lo stesso Aurelio De Laurentiis, che ora sembra avere invece altri grattacapi.

ANCELOTTI SUL CHUCKY - Fiducia inoltrata a Lozano oppure bocciatura istantanea per non far perdere ulteriore valore all'investimento più oneroso della sua gestione? Sulle tracce del messicano si sono fiondati Valencia e soprattutto l'Everton di Carlo Ancelotti, sotto la cui gestione curiosamente la situazione a livello di minutaggio non era tanto migliore di quell'attuale. Forse sarà merito della lontananza, che spesso aiuta ad apprezzare maggiormente le cose e le persone, ma il tecnico di Reggiolo è tornato sui suoi passi riguardo al Chucky, che nei prossimi mesi si gioca tanto, se non tutto, della sua permanenza finora piuttosto anonima in quella Napoli che l'aveva incoronato troppo presto il degno erede del Pocho Lavezzi.