Fernando Llorente (Ansa)
Fernando Llorente (Ansa)

Napoli, 29 dicembre 2020 - Da riserva di lusso, nonché addirittura potenziale titolare, a reietto e poi ancora a pedina di discreta importanza: queste montagne russe le sta vivendo Fernando Llorente fin dal suo approdo al Napoli in quello che è stato un matrimonio senza via di mezzo che adesso potrebbe vivere un ulteriore colpo di scena.

Appena 19' in stagione

Al suo sbarco all'ombra del Vesuvio dello spagnolo si diceva tutto il bene possibile, con l'anagrafe come unico difetto soprattutto nell'ottica di un club votato alla linea verde. Di verde in realtà si è vista spesso la classica pettorina dei giocatori costretti ad accomodarsi in panchina, salvo poi entrare solo per ritagliarsi gli ultimi scampoli di partita: lo sa bene Llorente che, al di là dell'età, accetta mal volentieri questo ruolo di riserva delle riserve mitigato quest'anno solo dalla sparizione dai radar (e dalle liste) di Arkadiusz Milik e dalla lunga sfilza di infortuni che ha colpito l'attacco. Eppure, se nonostante queste coincidenze apparentemente positive il minutaggio raccolto finora in stagione dall'ariete spagnolo è di appena 19' allora i dubbi sul prosieguo del matrimonio sorgono spontanei. A complicare ulteriormente il sodalizio ci si mettono le sirene della Juventus, amore a quanto pare mai sopito di Llorente, a cui non mancano altre corteggiatrici. In pole resta la Sampdoria, club col quale fino a qualche settimana fa i dialoghi erano fitti e proficui. Poi il dietrofront del Napoli, che desidera tutelarsi alla luce dell'emergenza in attacco che non vuole proprio saperne di finire.

In bilico anche Petagna?

I tempi per il recupero di Dries Mertens e Victor Osimhen non sono brevissimi: il belga in particolare dovrebbe essere pronto solo per la Supercoppa, mentre il nigeriano potrebbe rientrare prima sempre a patto che arrivi il via libera dallo staff sanitario partenopeo, che non ha voglia di complicare un infortunio già piuttosto delicato. Ecco che quindi torna in bilico anche il futuro di Llorente, che a questo punto rischia di rimanere in azzurro fino a giugno praticamente più per una questione numerica che di importanza nello scacchiere di Gennaro Gattuso, che potrebbe non essere pienamente soddisfatto nemmeno di Andrea Petagna. In questo valzer degli scontenti si staglia in lontananza anche la sagoma di Milik, già conscio di non giocare più in azzurro: per lui l'addio si consumerà o a gennaio o a giugno. Proprio come per Llorente, che almeno si può consolare per il fatto di avere alle spalle già una carriera importante.

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