In Spagna si dubita della ripresa del campionato
In Spagna si dubita della ripresa del campionato

Roma, 26 aprile 2020 - Se in Italia sembrano essere state tracciate le linee guida per il ritorno del calcio, in Spagna la procedura segue binari differenti. A riguardo si sono esposte figure autoritarie, che hanno spiegato le difficoltà che incontrerà la Liga nella sua ripartenza attraverso un'analisi di processi di riavvio e ostacoli. Il ministro della salute Salvador Illa, che ha anche la deroga allo sport, ha fatto sapere tutte le sue perplessità sul ritorno in campo della Liga in estate. 

"Potrebbe essere sconsiderato dare il via libera allo sport oggi, pensare che lo stato di allarme possa finire tra 15 giorni mi sembra affrettato. Bisogna aspettare e capire come evolve la pandemia", ha dichiarato Illa, che ha anche aggiunto: "il calcio professionistico non sappiamo se sarà in grado di riavviare la propria attività prima dell'estate".

Voce importante anche quella di Rafael Ramos, presidente dell'AEMEF, l'associazione dei medici spagnoli delle squadre di calcio, che ha espresso la sua posizione, molto forte visto che va a toccare anche le regole stesse del calcio. "Quando si tornerà a giocare i calciatori non avranno lo stesso tipo di contatto a cui siamo abituati. Per poter concludere la stagione 2019/20, la Liga ha stabilito un rigido protocollo da seguire in quattro fasi: allenamento individuale o in coppia, allenamento in piccoli gruppi, allenamento di squadra, partita. Solo quando le prime tre fasi si saranno dimostrate efficaci nel prevenire nuovi casi di contagio, si passerà al match day. E qui, bisognerà rispettare nuove regole".

E sul giorno della partita arrivano i cambiamenti più importanti. "Dobbiamo ancora valutare se le squadre potranno alloggiare in hotel prima della partita, ma durante i 90 minuti cambieranno alcune cose. Saranno vietate le mischie sui calci d'angolo. Mentre il rischio di contagio attraverso il contatto con il pallone sarà scongiurato grazie alla disinfezione dello stesso all'inizio e alla fine della partita. E questo riguarda tutto il materiale utilizzato, incluso il terreno di gioco: contrarre il coronavirus toccando una palla sterilizzata su un campo sterilizzato sarebbe davvero difficile". 

Una situazione quindi molto critica e che presenta dei cambi di norma che dovranno essere accettati da club e giocatori, in una Spagna più incerta che mai sulla ripresa dei propri campionati.