Milena Bertolini
Milena Bertolini
Roma, 25 settembre 2021 - Quando le ambizioni di una squadra talentuosa si scontrano con la dura realtà del movimento che rappresenta. È il caso della Nazionale di calcio femminile. Dopo il Mondiale 2019, dove le Azzurre hanno brillato, incantando la Penisola, arrivando ai quarti di finale (miglior risultato di sempre), non era affatto folle pensare ad un boom anche in Italia del football a tinte rosa. Questo decollo però non c’è stato e nonostante una Nazionale forte e ambiziosa, il fenomeno resta...

Roma, 25 settembre 2021 - Quando le ambizioni di una squadra talentuosa si scontrano con la dura realtà del movimento che rappresenta. È il caso della Nazionale di calcio femminile. Dopo il Mondiale 2019, dove le Azzurre hanno brillato, incantando la Penisola, arrivando ai quarti di finale (miglior risultato di sempre), non era affatto folle pensare ad un boom anche in Italia del football a tinte rosa. Questo decollo però non c’è stato e nonostante una Nazionale forte e ambiziosa, il fenomeno resta ancora oggi una nicchia.

La pandemia da Covid-19 ha sicuramente influito in questo ritardo di evoluzione del movimento, ma non può essere una giustificazione valida. Per fare un paragone tra club e Nazionale, ai prossimi Europei le Azzurre si presenteranno come mina vagante della competizione e una possibile outsider per la vittoria finale, mentre è difficile pensare che la Juventus potrà fare altrettanto in questa edizione della Women’s Champions League, anche se l’eventuale finale si giocherebbe proprio all’Allianz Stadium di Torino.

Ma perché, mentre la Nazionale riesce ad infiammare il cuore degli appassionati e ha vinto anche le prime due gare delle qualificazioni mondiali, il calcio di club ancora non decolla? Strutture inadeguate e campionato poco competitivo sono tra i principali fattori. A parte i grandi club, le altre società ancora arrancano, e la qualità del campionato ne risente. Dopo appena 3 giornate, lo scudetto sembra già una pratica chiusa a cinque squadre, mentre le altre lottano per non retrocedere.

Il passaggio della Serie A femminile al professionismo, unita alla riforma del campionato può però segnare una nuova chance di crescita del movimento. Dal 2022-23 si disputerà il primo campionato professionistico di calcio femminile, con la Serie A che passerà da 12 a 10 squadre, promettendo maggiore spettacolo in una formula ridotta.

Una svolta epocale che coincide con Euro 2022, dove l’Italia avrà una nuova occasione per rapire il cuore degli appassionati, ma non solo. A partire proprio dall’Europeo in Inghilterra, la Federcalcio del Vecchio Continente ha deciso di raddoppiare i premi per le squadre che parteciperanno alla kermesse da 8 a 16 milioni. L’obiettivo dichiarato è quello di assottigliare le differenze tra uomini e donne, dando alle principali Federazioni europee un budget extra: sviluppare l’élite del calcio per dare risalto al movimento è la filosofia con cui si è mosso il Comitato UEFA riunito a Chisinau. Alle ragazze il duro compito di essere all’altezza di quest’opportunità.