Luis Alberto
Luis Alberto

ROMA, 12 marzo 2020 – Sono giorni difficili per tutti. L’emergenza Coronavirus ha fermato per gran parte la vita quotidiana di ogni persona in Italia. Restare a casa, è questo il messaggio forte e chiaro lanciato dal governo. Tutti, nessuno escluso. Anche i calciatori della Lazio, a maggior ragione dopo la scoperta della positività del difensore della Juventus Daniele Rugani, sono barricati in casa. Allenamenti personalizzati tra le mura domestiche, il divieto di lasciare la Capitale, anche a costo di dover stare lontani dalle proprie famiglie. Ma il messaggio è arrivato forte e chiaro, e tutti hanno ben recepito. A partire da Thomas Strakosha, che intervistato dai media albanesi ha dichiarato: “Sono giorni difficili in cui affrontiamo una situazione nuova. Il virus sembrava lontano quando era in Cina, ma è arrivato subito anche in Europa. Con il club abbiamo preso accordi per rimanere tutti a casa per almeno una settimana. Ci è stato dato un programma per continuare ad allenarci a casa. Da casa possiamo uscire soltanto per le cose essenziali, tipo andare al supermercato o in farmacia". Una situazione che rimarrà tale almeno fino a lunedì, ma che potrebbe essere prorogata ulteriormente dalla società: “La cosa più importante è la salute delle persone, il calcio verrà dopo. Ora siamo preoccupati per le nostre famiglie e tutte le persone. Tutti possono dare il loro contributo per risolvere la situazione, non soltanto ascoltando le notizie e pensando che il virus non ci colpirà. Non bisogna farsi prendere dal panico, perché il panico porta a commettere degli errori. Bisogna stare insieme alla famiglie a casa" ha infine concluso.

LUIS ALBERTO – Al portiere biancoceleste ha fatto eco anche Luis Alberto, che ha lasciato ai social il suo lungo pensiero: “Fra qualche giorno mio figlio Lucas, il piccolo, compirà due anni e io non potrò festeggiarlo con lui perché lui è a Siviglia e io sono a Roma. Non potete immaginare cosa darei per star lì con lui e con il resto della mia famiglia. Però, per via della situazione che abbiamo in Italia, non posso viaggiare...posso appena uscire di casa per comprare lo stretto necessario. È molto importante seguire le raccomandazioni delle autorità finché la situazione non sarà completamente sotto controllo. Per questo vi dico: state a casa”. Poi prosegue: “Credo che in questi il calcio debba passare in secondo piano. Non basta giocare a porte chiuse, questo non è sufficiente per i calciatori e per chi lavora nel mondo del calcio o nell'organizzazione di una partita. Anche la nostra salute è importante e credo che tutte le competizioni debbano fermarsi per tutto il tempo necessario. Se io, como tanti altri calciatori, stiamo facendo lo sforzo di non vedere le nostre famiglie, non credo che sia tanto chiedere che vengano rinviate tutte le competizioni finché le autorità sanitarie lo riterranno opportuno. Infine vorrei ringraziare tutti i medici, gli infermieri e il personale medico che stanno lavorando duramente giorno e notte. Siete voi i veri MVP”.